Non aggiungere odio…

“Ogni cittadino schifava l’altro e quasi nessuno aveva cura del vicino; i parenti rare volte o mai si facevano visita e se lo facevano rimanevano distanti.La paura era entrata nel petto degli uomini al punto che i fratelli si abbandonavano così come lo zio e il nipote, la sorella e il fratello e spesso la moglie il marito; cosa ancora più grave e quasi impossibile a credersi, i padri e le madri abbandonavano i figli come se non fossero loro”.

Cronaca di oggi?
No, del 1348, quando a Firenze arrivò la peste.
Descritta nel Decameron da Boccaccio.

Vorrei leggere queste parole come un invito a essere e restare umani e a non aggiugere, alla malattia, anche l’odio.

Il tempo delle scelte è giunto!

È tempo di scegliere.
Scegliere di stare svegli.
Scegliere di avere coraggio.
Scegliere di vivere.
Scegliere di amare.
Scegliere di essere liberi.
Scegliere di circondarsi di persone forti, coraggiose, libere e capaci di amare.
Scegliere che cosa vogliamo essere e cosa vogliamo fare.
Scegliere di disegnare il mondo in cui vogliamo vivere.
Scegliere come spendere le nostre energie.
Scegliere come e dove spendere le nostre risorse materiali.
Scegliere cosa vogliamo mangiare.
Scegliere come vogliamo curarci.
Scegliere come vogliamo lavorare.
Scegliere come vogliamo vivere.
Scegliere di disubbidire.
Scegliere di ubbidire alla nostra coscienza.
Non c’è più tempo per tentennare, dubitare, avere paura.
IL TEMPO DELLE SCELTE È GIUNTO!
E che siano buone scelte!
Samantha Fumagalli

Insegnamenti Zen

Non tutti i regali sono uguali e noi possiamo scegliere se accettarli o meno.

IL REGALO

Buddha stava insegnando a un gruppo di discepoli, quando un uomo gli si avvicinò e lo insultò, con l’intenzione di aggredirlo. Di fronte a tutti Buddha reagì con assoluta tranquillità, rimanendo fermo e in silenzio.

Quando l’uomo se ne andò, uno dei discepoli, indignato da questo comportamento, chiese a Buddha perché avesse permesso a quello straniero di maltrattarlo in quel modo.

Buddha rispose serenamente: «Se io ti regalo un cavallo e tu non lo accetti, di chi è il cavallo?».

L’alunno, dopo aver tentennato per un istante, disse: «Se io non lo accettassi, il cavallo continuerebbe a essere vostro, maestro».

Buddha annuì e gli spiegò che, nonostante alcune persone decidano di perdere il loro tempo insultando, noi possiamo scegliere di accettare tali parole o meno proprio come faremmo con un regalo qualsiasi.

«Se lo prendi, lo accetti, altrimenti colui che insulta rimane con l’insulto tra le mani».

Il monaco e l’anello

Una storia zen per riconoscere il proprio valore.

Una storia Zen per comprendere il proprio valore.

“Sono venuto qui, maestro, perché mi sento così inutile che non ho voglia di fare nulla. Mi dicono che sono un inetto, che non faccio bene niente, che sono maldestro e un po’ tonto. Come posso migliorare? Che cosa posso fare perché mi apprezzino di più?”.
Il maestro gli rispose senza guardarlo: “Mi dispiace, ragazzo. Non ti posso aiutare perché prima ho un problema da risolvere. Dopo, magari…”. E dopo una pausa aggiunse: “Ma se tu mi aiutassi, magari potrei risolvere il mio problema più in fretta e dopo aiutare te “Con…piacere, maestro” disse il giovane esitante, sentendosi di nuovo sminuito visto che la soluzione del suo problema era stata rimandata per l’ennesima volta.
“Bene” continuò il maestro. Si tolse un anello che portava al mignolo della mano sinistra e, porgendolo al ragazzo, aggiunse: Prendi il cavallo che c’è là fuori e va’ al mercato. Ho bisogno di vendere questo anello perché devo pagare un debito. Vorrei ricavarne una bella sommetta, per cui non accettare meno di una moneta d’oro. Va’ e ritorna con la moneta d’oro il più presto possibile.”
Il giovane prese l’anello e partì.
Appena fu giunto al mercato iniziò a offrire l’anello ai mercanti, che lo guardavano con un certo interesse finché il giovane diceva il prezzo. Quando il giovane menzionava la moneta d’oro, alcuni si mettevano a ridere, altri giravano la faccia dall’altra parte e soltanto un vecchio gentile si prese la briga di spiegargli che una moneta d’oro era troppo preziosa in cambio di un anello. Pur di aiutarlo, qualcuno gli offrì una moneta d’argento e un recipiente di rame, ma il giovane aveva istruzioni di non accettare meno di una moneta d’oro e rifiutò l’offerta. Dopo avere offerto il gioiello a tutte le persone che incrociava al mercato – e saranno state più di cento- rimontò a cavallo demoralizzato per il fallimento e intraprese la via del ritorno.
Quanto avrebbe desiderato avere una moneta d’oro per regalarla al maestro e liberarlo dalle sue preoccupazioni!
Così finalmente avrebbe ottenuto il suo consiglio e l’aiuto.
Entrò nella sua stanza. “Maestro” disse “mi dispiace. Non è possibile ricavare quello che chiedi. Magari sarei riuscito a ottenere due o tre monete d’argento, ma credo di non poter ingannare nessuno riguardo il vero valore dell’anello.”“Quello che hai detto è molto importante, giovane amico” rispose il maestro sorridendo. “Prima dobbiamo conoscere il vero valore dell’anello. Rimonta a cavallo e vai dal gioielliere. Chi lo può sapere meglio di lui? Digli che vorresti vendere l’anello e chiedigli quanto ti darebbe. Ma non importa quello che ti offre: non glielo vendere. E ritorna qui con il mio anello.”
Il giovane riprese di nuovo a cavalcare.
Il gioielliere esaminò l’anello alla luce della lanterna, lo guardò con la lente, lo soppesò e disse al ragazzo: “Dì al maestro, ragazzo, che se vuole vendere oggi stesso il suo anello, non posso dargli più di cinquantotto monete d’oro”. “Cinquantotto monete?” esclamò il giovane. “Sì” rispose il gioielliere. “Lo so che avendo più tempo a disposizione potremmo ricavare circa settanta monete d’oro, ma se ha urgenza di vendere…”
Il giovane si precipitò dal maestro tutto emozionato a raccontargli l’accaduto.
“Siediti” disse il maestro dopo averlo ascoltato.“Tu sei come questo anello: un gioiello unico e prezioso. E come tale puoi essere valutato soltanto da un vero esperto. Perché pretendi che chiunque sia in grado di scoprire il tuo vero valore?”
E così dicendo si infilò di nuovo l’anello al mignolo della mano sinistra.

Buona giornata!

Igienizzare le mani senza danni

Gel e spray igienizzanti per le mani, se usati frequentemente, rovinano la pelle, danneggiano il film idrolipidico e la naturale barriera immunitaria del nostro corpo.

Gel e spray igienizzanti per le mani, se usati frequentemente, rovinano la pelle, danneggiano il film idrolipidico e la naturale barriera immunitaria del nostro corpo.
Molto meglio optare per poche gocce di olio essenziale da distribuire accuratamente sulle mani, anche più volte al giorno.
Tra gli oli essenziali più indicati:
Tea tre
Salvia
Rosmarino
Limone
Lavanda
Timo

Tutti con proprietà antisettica e antibatterica!

Per saperne di più:
Il Giardino dei Libri
Amazon

Una situazione difficile

È una situazione difficile per tutti. Per i malati (tutti i malati), per i medici e tutto il personale che li cura, per i parenti di chi soffre o di chi non ce la fa, per i bambini, per gli anziani, per i genitori, per i single, per chi non lavora e non guadagna, per chi è in cassa integrazione, per chi aiuta gli altri e sta lavorando anche troppo, per chi è immunodepresso, per chi soffre a stare chiuso in casa, per le forze dell’ordine, per chi governa, per chi ha problemi di ogni sorta. E per tante altre persone, che sarebbe impossibile citare, perché ognuno ha i propri problemi e deve affrontare la situazione come meglio può. Ognuno facendo i conti con i propri sentimenti, con la paura, la rabbia, il dolore… Ognuno è chiamato a dare il meglio di sé. Nel piccolo come nel grande. Per queste serve rispetto, comprensione, buon cuore e intelligenza. E collaborazione. Pur nell’emergenza, bisogna continuare a sperare, a lavorare su se stessi e per un mondo migliore, imparando da ogni esperienza e cercando di trarne il meglio. Senza diventare ciechi e sordi al dolore degli altri, ma anche senza dimenticare i diritti umani. Il diritto di pensare, di parlare, il diritto alla libertà. Rispettare le restrizioni per il bene di tutti e comportarsi in maniera responsabile è, non solo un obbligo, ma anche un atto di coscienza.Ma viviamo in una Repubblica democratica che, con tutti i suoi difetti, ha una Costituzione di tutto rispetto e, se si verificano ingiustizie o atti incostituzionali, vanno segnalati così come i diritti vanno difesi. Questa non è una dittatura. È un’emergenza sanitaria. E come tale va trattata e rispettata. Limitare le uscite, mantenere le distanze, usare precauzioni, lavorare in maniera sicura e protetta, eccetera, sono tutte misure sensate in risposta a un’emergenza sanitaria. Ma gli “abusi” no. Possono anche non essere intenzionali (cosa che spero), possono essere frutto di confusione, ignoranza, errori di valutazione o di interpretazione, e proprio per questo è importante collaborare.Insieme. Con buon senso, rispetto e amore.Questo è il semplice pensiero che sento di condividere, con l’augurio che se ne esca presto e con rinnovata forza, energia e solidarietà.Samantha Fumagalli