Il principio di complementarietà

Le 5 bilance del benessere

Comprendere pienamente il principio di complementarietà è fondamentale per trarre i benefici maggiori dal lavoro con la Dermoriflessologia al fine di ripristinare l’equilibrio complessivo individuale. Ogni circuito energetico relativo ciascuna Linea Primaria (che mette in relazione pelle-fisico-psiche) non è a sé stante, ma direttamente connesso a un altro circuito base che si comporta da complementare. Di conseguenza, l’impianto fisico e quello psichico si basano su ciò che figurativamente possiamo immaginare come cinque bilance dal duplice aspetto (uno emozionale e uno organico).

La Legge dei Complementari

Il primo procedimento da mettere in pratica durante una seduta di Dermoriflessologia (incluso l’autotrattamento) consiste nell’individuare quali Linee o Placche Primarie si mostrano ipersensibili, sia sul palmo sia sul dorso della mano destra, e una volta annotati i risultati, passare al trattamento, che consiste nella stimolazione di Linee o Placche complementari rispetto a quelle evidenziate dall’indagine, in modo da avviare il meccanismo di riequilibrio.

La zona da trattare in risposta a un malessere si ricava grazie alla Legge dei Complementari, che indica le zone cutanee connesse con gli organi e i sentimenti capaci di ristabilire l’equilibrio alterato.

Se, per esempio, trovassimo ipersensibile l’area cutanea collegata al fegato e all’aggressività, lavoreremmo su quella connessa con l’intestino e con l’amore, che sono rispettivamente l’organo e il sentimento complementari.

Nel caso trovassimo iperestesica soltanto la zona dell’organo, quindi in questo caso del fegato, e decidessimo di intervenire soltanto sul complementare fisico, ovvero l’intestino, sarà opportuno ricordare che anche l’equilibrio tra aggressività e amore verrà rimesso in gioco, essendo questi sentimenti direttamente collegati ai due organi in questione.

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Libro: Le 5 bilance del benessere, Gandini e Fumagalli, Amrita Edizioni

Se risolvo questo problema, starò bene per sempre?

«Se adesso risolvo questo problema, poi starò bene e sarò felice per sempre?»
Siamo onesti, no.
È inutile illudersi che imparata una lezione non ne dovremo apprendere altre, che sanato un rapporto tutti gli altri saranno idilliaci, che curato un raffreddore non avremo mai più un malanno.
Il benessere è frutto di equilibrio, ma l’equilibrio non va inteso come staticità. Nell’universo, tutto è in continuo movimento. La natura è movimento, con il susseguirsi delle stagioni, l’alternarsi del caldo e del freddo, del sole e della pioggia, del giorno e della notte. La vita è movimento e, come tale, non è immutabile. Ciò che è in movimento è soggetto a cicli e alternanze e a un continuo divenire, che gli uomini chiamano nascita e morte. Noi non facciamo eccezione e ce lo ricordano le migliaia di cellule che quotidianamente nascono e muoiono nel nostro corpo.
Nel continuo divenire che è la vita, come si può pensare di raggiungere una condizione immutabile di benessere e di risolvere una volta per tutte i nostri problemi?
Quello che possiamo fare realisticamente è assecondare il cambiamento, mutare noi con il variare delle circostanze, imparare, crescere, evolvere, ristabilire l’equilibrio quando viene alterato, recuperare l’armonia quando viene turbata.

In una frase:
PRATICARE L’ARTE DELL’EQUILIBRIO DINAMICO.

In questo la Dermoriflessologia fornisce strumenti eccezionali per aiutarci a bilanciare emozioni e sentimenti. Senza dimenticare che, così come esiste una corrispondenza complementare tra due sentimenti, esiste una corrispondenza complementare anche tra due organi.
Ogni organo e ogni funzione della psiche sono indispensabili per la nostra sopravvivenza e il loro buon funzionamento permette di condurre una vita sana e felice. Amore e odio, memoria e oblio, piacere e dolore, emozione e calma, associazione e dissociazione, sono tutti aspetti essenziali per noi. La loro espressione armonica è salute. Il loro malfunzionamento è malattia.

Samantha Fumagalli e Flavio Gandini

L’anima svelata, edizione 2016