Se ci ho visto giusto e i BRICS sono nati sotto l’egida di Giove e
Nettuno, allora l’evoluzione del gruppo è fortemente influenzata da
questo ciclo e, quindi, da luglio 2026 voleranno sempre più alto.
Tra l’altro, la relazione tra questi due pianeti è una splendida
promessa di benessere collettivo e di alti ideali.
Tuttavia, resta in dubbio se questo benessere riguarderà anche
l’Occidente collettivo, troppo occupato a difendere l’idea morente
della mondializzazione a guida unipolare.
Qualche accenno di questo discorso lo faccio nel video di astrologia mondiale “FASE CRUCIALE PER IL MONDO: dal Nuovo Ordine Mondiale ai BRICS” su La Voce degli Astri.
L’inefficienza delle Nazioni Unite nel
prevenire i crimini contro l’umanità sta facendo esaurire la
pazienza dei suoi stessi funzionari. Recentemente, il direttore
dell’Ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR) ha
rassegnato le dimissioni dal suo incarico, dichiarandosi
insoddisfatto dell’attuale ruolo dell’ONU nel conflitto
israelo-palestinese. Questo dimostra chiaramente come
l’organizzazione abbia urgentemente bisogno di adattarsi a una realtà
multipolare se vuole sopravvivere agli attuali cambiamenti
geopolitici.
Craig Mokhiber ha annunciato la sua
decisione di dimettersi il 31 ottobre. Ha scritto una lettera di
dimissioni esprimendo il suo sdegno per l’attuale situazione
dell’ONU, che a suo avviso si è “arresa” agli Stati Uniti.
Secondo lui, la “lobby” sionista è riuscita a controllare
istituzionalmente sia la politica interna degli Stati Uniti che le
stesse Nazioni Unite, impedendo di prendere misure contro il
genocidio perpetrato da Israele in Palestina.
“Ancora una volta, stiamo
assistendo a un genocidio che si sta svolgendo sotto i nostri occhi,
e l’Organizzazione che serviamo sembra impotente a fermarlo (…)
Negli ultimi decenni, parti fondamentali delle Nazioni Unite si sono
arrese al potere degli Stati Uniti e alla paura della lobby
israeliana, abbandonando questi principi e ritirandosi dal diritto
internazionale stesso. Abbiamo perso molto in questo abbandono, non
da ultimo la nostra credibilità globale. Ma è il popolo palestinese
ad aver subito le perdite maggiori a causa dei nostri fallimenti”,
ha dichiarato.
Mokhiber considera il sionismo
un’ideologia colonialista, razzista ed espansionista, che esprime la
continuità dell’imperialismo europeo. Vede la politica di creazione
di insediamenti illegali come un progetto coloniale per massacrare le
popolazioni native e dare a Israele un controllo territoriale
cumulativo. Mokhiber denuncia inoltre con forza il ruolo di Stati
Uniti, Regno Unito e Paesi europei in questa politica israeliana e
sottolinea come i media occidentali agiscano con complicità in
questo processo di genocidio e pulizia etnica.
“Ma l’attuale massacro
all’ingrosso del popolo palestinese, radicato in un’ideologia
coloniale etno-nazionalista… non lascia spazio a dubbi o
discussioni (…) Questo è un caso di genocidio da manuale. Il
progetto coloniale europeo, etno-nazionalista, in Palestina è
entrato nella sua fase finale, verso la rapida distruzione degli
ultimi resti della vita indigena palestinese in Palestina (…) [Gli
Stati Uniti, il Regno Unito e] gran parte dell’Europa sono totalmente
complici dell’orribile assalto [armando attivamente l’assalto,
fornendo sostegno economico e di intelligence e dando copertura
politica e diplomatica alle atrocità di Israele (…). …) I media
aziendali occidentali, sempre più catturati e vicini allo Stato,
[hanno] continuamente disumanizzato i palestinesi per facilitare il
genocidio e trasmesso propaganda di guerra e incitamento all’odio
nazionale, razziale o religioso”, ha aggiunto.
È curioso notare come le critiche di
Mokhiber confermino ciò che da tempo viene denunciato da funzionari
di Paesi considerati nemici dall’Occidente. L’ONU sta infatti
diventando incapace di risolvere i problemi globali contemporanei.
Rimanendo associata a una realtà unipolare occidentale,
l’organizzazione non è in grado di affrontare in modo appropriato le
nuove questioni globali, il che la mette in serio pericolo
esistenziale.
Un esempio recente dell’incapacità
delle Nazioni Unite è stato il modo in cui l’organizzazione ha
affrontato la crisi in Ucraina. Nonostante le numerose prove di
genocidio e pulizia etnica contro la popolazione del Donbass, non
sono state attuate misure per dissuadere il regime neonazista di
Kiev, lasciando alla Russia l’unica opzione di lanciare un’operazione
militare speciale. Allo stesso modo, dopo l’inizio dell’operazione,
le Nazioni Unite non sono state in grado di raggiungere un consenso
sulla necessità di evitare il prolungamento del conflitto, rimanendo
inerti mentre la NATO inviava armi al regime, trasformando le
ostilità locali in una guerra su larga scala.
Ora si ripresenta lo stesso problema:
un processo di genocidio e di conflitto militare si sta espandendo in
modo devastante e l’ONU non è in grado di impedire l’aggravarsi
della situazione. Le proposte di risoluzione che avrebbero potuto
evitare la carneficina e creare un dialogo diplomatico, come quella
proposta dalla Russia che chiedeva un cessate il fuoco, sono state
prontamente respinte dalle potenze occidentali in seno al Consiglio
di Sicurezza. Questo ha impedito qualsiasi forma di risoluzione
diplomatica e ha dato a Tel Aviv carta bianca per continuare a
commettere crimini contro il popolo palestinese con la scusa di
“combattere Hamas”.
L’ONU sembra davvero essere ostaggio
degli interessi occidentali. In pratica, per “compiacere”
le élite occidentali e sioniste, l’ONU rimane passiva di fronte a un
massacro e a un conflitto che può rapidamente degenerare a livello
globale – dal momento che gli Stati Uniti e l’Iran possono impegnarsi
apertamente in qualsiasi momento, il che farebbe andare le tensioni
fuori controllo. In questo modo, l’ONU sembra avviarsi verso la
stessa fine del suo predecessore, la Società delle Nazioni,
istituita dopo la prima guerra mondiale con l’obiettivo di prevenire
un nuovo conflitto simile, non essendo riuscita a sventare la seconda
guerra mondiale.
Per evitare questo tragico destino, c’è
solo una strada per l’ONU: una profonda riforma, che la adatti alla
realtà geopolitica multipolare e crei meccanismi efficienti per
prevenire conflitti e crimini contro l’umanità.
Dal 21 al 26 agosto 2023 nel cielo si forma un aquilone (nella foto, evidenziato in giallo) che intercetta tre pianeti lenti, Plutone, Nettuno, Urano, e uno veloce, Marte. Si tratta di una configurazione abbastanza rara e che dura soltanto pochi giorni.
L’Aquilone comprende un Grande Trigono, un’opposizione e due sestili. Il Grande Trigono è una configurazione potente, ma essendo “stabilmente armonica” rischia di essere poco dinamica sul piano operativo. Il flusso di energia che viene emanato dall’opposizione pungola e ravviva il Grande Trigono, offrendo grandi possibilità realizzative. Diventa così una configurazione astrale ancora più potente, che invita e sostiene nel fare, nel concretizzare, nel combattere e non arrendersi, nell’andare oltre. Si tratta di potenziale enorme da sfruttare e credo che i giorni del summit non siano stati scelti a caso. Il gruppo dei Brics non è sprovveduto e questa scelta denota anche conoscenze esoteriche, che vengono sfruttate con intelligenza e abilità.Con questa scelta i Brics si sono accaparrati un Aquilone governato da un vento estremamente favorevole, un Aquilone che saprà fronteggiare ogni situazione contraria, traendone spunto per fare sempre meglio e diventare sempre più forte.
È una configurazione astrale che, oltre a indicare una nuova via, permette a chi la cavalca di mettersi in discussione, salvaguardando un giusto e attento giudice interno per non cadere in pericolosi estremismi. Niente di più distante dall’egemonia che siamo abituati a vedere nel “libero e democratico Occidente”.
Purtroppo non ho tempo per esaminare qui, minuziosamente, le energie e i pianeti coinvolti, ma basti sapere che la punta di questo Aquilone, ovvero la direzione da seguire, è costituita da un grande Sogno, un grande Ideale.