Astuti come serpenti, puri come colombe

SIATE ASTUTI COME SERPENTI E PURI COME COLOMBE
Matteo 10,16

Una frase che ha spesso destato qualche perplessità nei lettori…
Per questo abbiamo deciso di condividere il seguente commento (non nostro), che ci sembra davvero interessante in chiave non solo teologica e religiosa, ma anche umana e spirituale.
Consigliamo di trovare cinque minuti per leggerlo tutto.

«Perché Gesù aggiunge “astuti come serpenti?”
È molto interessante perché questo dà una visione del tutto realista della vita del cristiano nel mondo: ci vogliono purezza, fede, certo, ma anche intelligenza, perché il cristiano non deve essere né imbecille né gonzo. Cristo stesso non si lascia crocifiggere per debolezza, perché dice: “La mia vita nessuno me la toglie, ma io la depongo da me” (Giovanni 10,18); lo fa volontariamente, con cognizione di causa, sapendo quel che fa. Lasciarsi mettere i piedi in testa non è una gran bella testimonianza. Senza dubbio bisogna saper dare, ma dare non è lasciarsi prendere. Gesù non dice: “Se ti prendono il mantello, lasciati prendere la tunica” ma “da’ la tunica” e “Se ti percuotono sulla guancia sinistra lasciati percuotere anche sulla destra” ma “porgi la destra”. Ecco la posizione attiva del cristiano, e ci vuole certamente dell’intelligenza per evitare la possibile perversione della dolcezza e dell’amore. La mollezza e la debolezza non sono costruttive. L’Evangelo non è un incitamento alla passività, al contrario invita a una certa intelligenza attiva. E tuttavia bisogna dare tutto, anche la vita, non bisogna mai staccarsi dall’ideale di purezza né perdere in qualsiasi modo l’anima. La colomba deve temperare senza sosta il serpente e viceversa.
Fare il bene è estremamente complicato. Ne conosciamo globalmente il senso, ma in pratica bisogna essere saggi per non mancare di discernimento. Non bisogna lasciarsi andare ai propri buoni sentimenti e alla propria generosità senza conservare l’intelligenza di fare la cosa giusta nel modo giusto. Bisogna domandarsi se il nostro gesto sarà creatore o perverso per la persona a cui è destinato.
All’inverso è bene in questo mondo dimostrare intelligenza ed efficienza, anche nelle nostre buone opere, ma è essenziale saper conservare una dimensione di ideali, di approfondimento personale, di attenzione all’altro per non perdere il senso di quel che facciamo.
La grande difficoltà della vita del cristiano è proprio salvaguardare l’equilibrio tra l’intelligenza e la fede. Cristo non chiede al cristiano di ritirarsi dal mondo ma di agire e quindi partecipare al suo funzionamento, e nello stesso tempo di non perdere i propri ideali.
Il cristiano è quindi sempre combattuto tra il serpente, intelligente e terra terra, e la colomba, che si libra nei cieli. Se è troppo serpente è schiacciato nella polvere, se è troppo colomba evapora. Ci sono questi due poli antinomici, inconciliabili, tra cui il cristiano è in tensione. Ma forse è proprio questo che lo rende attivo e luminoso, come la luce che scaturisce quando sono presenti due poli elettrici opposti. Un solo polo, pur se molto potente, non produce nulla. È la dialettica della sua vita che rende il cristiano ricco e fecondo. Certamente non è una situazione confortevole ed è sempre un po’ come Cristo, combattuto tra queste due realtà, crocifisso tra il verticale della fede e l’orizzontale del buon senso terrestre.
Ma è allora che il cristiano può diventare la Luce del Mondo».
Auteur: Évangile et liberté

Bene e male, luce e ombra

“Che cosa sarebbe il tuo bene se non ci fosse il male, e come apparirebbe la terra se non ci fossero le ombre? Le ombre nascono dagli oggetti e dalle persone. Ecco l’ombra della mia spada. Ma ci sono le ombre degli alberi e degli esseri viventi. Non vorrai per caso sbucciare tutto il globo terrestre buttando via tutti gli alberi e tutto ciò che è vivo per godere nella tua fantasia della nuda luce?”

Il maestro e Margherita, Mikhail Bulgakov

Equinozio d’Autunno 2019

Il sole si abbassa, i colori si infuocano, le temperature calano.
È l’equinozio d’autunno.
Il 23 settembre 2019 il Sole entra in Bilancia, segnando l’inizio della nuova stagione.
L’equinozio è il momento magico in cui giorno e notte si equivalgono e luce e ombra sono in perfetto equilibrio tra loro.
È una festa antica, ricca di miti e tradizioni, che evoca forti suggestioni, sia per il fascino paesaggistico sia per l’importante momento di passaggio, durante il quale si ringrazia la terra per i doni elargiti e ci si prepara all’arrivo del freddo.
Dicevamo, dunque, che il 23 settembre il Sole entra in Bilancia, il segno della scelta.
La luce inizia a spegnersi e la madre terra si prepara alla fecondazione, che porterà al nuovo ciclo primaverile, e a questo segno zodiacale spetta il complito di scegliere il seme migliore, per assicurare il raccolto futuro, e il terreno più opportuno cui affidarlo. Ciò richiede amore e capacità di accogliere, che vengono elargiti da Venere, e un rigore implacabile nell’eliminare quanto potrebbe compromettere il prossimo ciclo vegetativo, dono di Saturno.
Ma questi compiti non spettano soltanto ai nativi della Bilancia.
In questi giorni, noi tutti siamo chiamati a compiere scelte per preparare il futuro e ripulirlo dalle scorie del passato, come la stagione richiede, perché è proprio adesso che la natura si prepara a una nuova vita, eliminando gli scarti e selezionando il meglio.
Il momento che stiamo vivendo, in cui luce e buio si equivalgono, dopo la luminosa stagione estiva, introduce un elemento di dubbio nell’animo umano, un dubbio che è il massimo deterrente dell’assolutismo egopatico. Non esiste soltanto la luce, non esiste un solo punto di vista, non esiste soltanto l’io. E noi, al pari della Bilancia, restiamo sospesi, in bilico tra gli opposti.
Da questo momento possiamo imparare l’ascolto delle parti per tendere alla conciliazione e in ciò siamo sostenuti dai sacri principi della ragione, tanto cari alla Bilancia.
In questo periodo dell’anno, infatti, è Saturno che sostiene l’intelligenza, non Mercurio, va da sé che il desiderio di conoscere non è guidato dalla curiosità, tipica dei Gemelli, né dalla necessità di capire per evitare gli errori, tipica della Vergine, ma dalla volontà di conoscere attraverso una valutazione dialettica, che rifiuta l’unicità.
L’obiettivo è una trasformazione della coscienza che mira all’armonia interiore, in modo che nulla possa disturbare il nostro equilibrio.
Come luce e ombra si alternano, indispensabili l’una all’altra, così i dispiaceri arrivano e se ne vanno, la gioia e la tristezza si avvicendano, ma al centro resta un perno, consapevole e immobile. È il fulcro degli Ermetisti, attorno al quale il pendolo oscilla, ma senza portare scompiglio, perché lo Spirito è consapevole dell’Eternità.
 
Buon Equinozio d’Autunno!
 
Samantha Fumagalli e Flavio Gandini

Le età eroiche

Aggiornamento professionale per Dermoriflessolgi
DERMOALCHIMIA
LE ETÀ EROICHE
percorso iniziatico strutturato sulle otto tappe del viaggio dell’eroe
 
L’aggiornamento di 2 week-end indivisibili si terrà in due località:
 
BOFFALORA D’ADDA (LO)
sabato 30 novembre e domenica 1 dicembre 2019 – prima parte
sabato 15 e domenica 16 febbraio 2020 – seconda parte
 
MASSA FINALESE (MO)
sabato 19 e domenica 20 ottobre 2019 – prima parte
sabato 7 e domenica 8 marzo 2020 – seconda parte
 
La partecipazione è aperta a tutti gli operatori. Non è necessario aver frequentato i precedenti moduli di Dermoalchimia. Ma è indispensabile partecipare a entrambi gli incontri.
 
Nel primo modulo di Dermoalchimia (primavera 2019) abbiamo esaminato gli aspetti che accomunano Dermoriflessologia, Simbolismo, Ermetismo e l’Alchimia, e abbiamo introdotto il discorso dei percorsi iniziatici attraverso:
1) gli incontri individuali di Dermoriflessologia;
2) l’Albero degli Eroi;
3) l’Albero Cosmico Norreno (Yggdrasill).
 
In questo secondo modulo di Dermoalchimia, della durata di 2 week-end, entreremo nello specifico del percorso iniziatico realizzabile sulla base dell’Albero degli Eroi.
 
L’ALBERO DEGLI EROI è quel sistema cutaneo (illustrato anche durante l’Accademia di Dermoriflessologia) formato da 8 Placche collegate a 8 settenni biografici e a 8 figure eroiche, che permette di sviluppare un percorso di autoconoscenza e individuazione del Sé attraverso l’elaborazione di precise tappe dell’evoluzione personale.
 
Questo doppio appuntamento, incentrato sul VIAGGIO DELL’EROE, ha l’obiettivo di fornire una chiave pratica e collaudata per condurre una serie di incontri individuali, finalizzati a favorire la comprensione della COSTELLAZIONE EROICA INTERIORE e aiutare un soggetto a svincolarsi dalla trappola di un eroe irrisolto.
 
Come ricorderete, il percorso di crescita personale, abbastanza prevedibile dal punto di vista crono-eroico, può essere bloccato da circostanze o eventi che intrappolano il soggetto in un eroe o nel suo lato ombra. Quando il tempo trascorso da tali eventi è collocato all’interno dei margini di normale operatività (2 settenni), si può indirizzare il cliente verso la metabolizzazione del problema, permettendogli di vivere positivamente l’eroe e la sua evoluzione.
Il programma è strutturato in modo preciso, ma senza rinunciare alla necessaria flessibilità, per configurare una serie di interventi in sintonia con le esigenze di ogni singolo individuo.
Inoltre, Il VIAGGIO INIZIATICO DELL’EROE permetterà di avere le conoscenze necessarie ad affrontare il tema successivo, ovvero IL PERCORSO INIZIATICO DELL’YGGDRASILL (in programma a partire dall’estate 2020), che insieme costituiranno i pilastri portanti del Dermoalchimista.
 
NOTA IMPORTANTE:
QUESTO WEEK-END È APERTO A TUTTI I DERMORIFLESSOLOGI. L’AGGIORNAMENTO È, COME SEMPRE, FACOLTATIVO E DURA DUE WEEK-END INDIVISIBILI. PERTANTO, CHI DECIDERÀ DI FREQUENTARLO DEVE PREVEDERE LA PROPRIA PRESENZA A ENTRAMBI GLI INCONTRI.
Diversamente le informazioni saranno incomplete.
 
Al termine dell’aggiornamento, verrà rilasciato l’attestato di partecipazione per la conduzione di sedute individuali incentrate sul Viaggio dell’Eroe secondo la Dermoriflessologia.
 
Scegli la data e il luogo più comodi e comunicaci per tempo la tua doppia adesione.
Ti invieremo la conferma delle iscrizioni.
 
Buona giornata!

30 agosto 2019 – Luna Nuova in Vergine

30 AGOSTO 2019 – LUNA NUOVA IN VERGINE
L’energia della Luna Nuova in Vergine, supportata da uno stellium di pianeti (Sole, Mercurio, Venere e Marte) muove l’energia in direzione interiore per portare luce in quella parte di noi che spesso si dimostra un giudice severo.
Si può approfittare di questa conformazione del Cielo per fare un trattamento di Dermoriflessologia® e smascherare il Giudice Interiore, capirne le origini e le motivazioni, così da trasformarlo in un Consigliere più moderato, dato che il suo senso critico può risultare utile in alcune circostanze.
Inoltre, questa energia, debitamente usata, può aiutare a portare allo scoperto le nostre “vocazioni di servizio”, ovvero quei talenti che possiamo adoperare per rendere il mondo un posto migliore.


Buona Luna Nuova!
Samantha e Flavio

Buon Ferragosto!

Festa antica, dedicata al riposo e ai festeggiamenti, Ferragosto segna il centro della stagione calda e invita a godere dei frutti della natura.
Ma Ferragosto ha anche un ruolo di data di passaggio, che indica il culmine stagionale e quindi il giro di boa dell’estate che, raggiunto il suo apice, lentamente si abbassa per declinare nelle dolcezze dell’autunno. È uno dei momenti fondamentali del calendario naturale, che si continua a festeggiare nel solco della tradizione.
Celebrare il Ferragosto significa ricordare che presto arriverà l’inverno e che ci si deve preparare, sia all’inverno della natura, intorno a noi, all’inverno dell’anima, dentro di noi. Per quello dell’anima non servono cappotti e sciarpe, ma il rispetto e l’amore perpetui per ogni forma di vita. Ed è così che si festeggia il Ferragosto: celebrando la vita, oggi splendida e rigogliosa, e portando con sé il ricordo per quando arriveranno i freddi venti del Nord. Perché la vita non è meno meravigliosa e ricca durante l’inverno.
Siamo grati di ogni momento, godiamo dei frutti più dolci e portiamo con noi il ricordo.
Buon Ferragosto!
Flavio e Samantha

C’è modo e modo…

Vivere intensamente.
Amare senza riserve.
Godere di ogni istante.
Agire coraggiosamente.
Conoscere se stessi.
Superare i propri limiti.
Condividere la gioia.
Donare con sincerità.

Tutto vero e bellissimo, ma… c’è modo e modo.
Il mondo con tutte le sue creature (noi stessi compresi) va toccato con leggerezza, non spremuto e prosciugato.
Vivere intensamente, godere di ogni istante, eccetera, non dovrebbe tradursi nello sfruttare, torchiare, soverchiare o spolpare il luogo in cui viviamo e le creature che vi abitano. Così come conoscere se stessi e superare il propri limiti non dovrebbe tradursi nel pressarsi o dissanguarsi.
Per ogni cosa c’è una misura. Anche nel vivere.
Straordinarie sono quelle persone che toccano il mondo senza violentarlo!

«Chi ben viaggia non lascia solchi né impronte».
Lao Tse

Buona Vita!

Samantha Fumagalli

Umorismo e equilibrio

Coltivare sempre un salutare umorismo.
Per non prendere tutto troppo sul serio, per saper ridere delle nostre contraddizioni e degli scherzi della vita, per non perdere la compassione umana che spesso all’umorismo si associa, per camminare in equilibrio tra luce e ombra, tra giorno e notte…

E come disse Gandhi: «Il senso dello humor è l’asta che dà equilibrio ai nostri passi, mentre camminiamo sulla fune della vita».

L’OZIO è davvero il padre dei vizi?

Con il termine ozio si intende l’astensione dall’attività, dalle occupazioni utili, per un periodo più o meno lungo, o anche abitualmente per indole pigra. Ma esiste anche un’interpretazione, più vicina a quella che il termine aveva in latino, dove “otium” era il tempo libero dalle occupazioni della vita politica e dagli affari pubblici (cioè dai “negotia“) e che pertanto poteva esser dedicato alle cure della casa, del podere, oppure agli studi e altre attività più amene. Da qui il senso generico di periodo di quiete, di riposo, che interrompe le abituali fatiche.
Quindi, se per ozio intendiamo indolenza, pigrizia, apatia e accidia, un certo grado di parentela con i vizi lo troviamo di sicuro. Ma se guardiamo al significato più profondo e autentico, l’ozio è un momento prezioso da coltivare e anche da moltiplicare.
Qualche spunto di riflessione ce lo offrono molti personaggi. Come Robert Louis Stevenson, l’autore del romanzo “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde”, che scrive: «L’attività frenetica, a scuola o in università, in chiesa o al mercato, è sintomo di scarsa voglia di vivere. La capacità di stare in ozio implica una disponibilità e un desiderio universale, e un forte senso d’identità personale».
Oppure Milan Kundera: «Nel nostro mondo l’ozio è diventato inattività, che è tutt’altra cosa: chi è inattivo è frustrato, si annoia, è costantemente alla ricerca del movimento che gli manca».
Perché, come spiga bene Victor Hugo: «Un uomo non è ozioso se è assorto nei propri pensieri; esiste un lavoro visibile e uno invisibile».
Quindi, per concludere, direi…
Per rendere la nostra vita migliore, coltiviamo ozio di alta qualità!