Buon Ferragosto!

Festa antica, dedicata al riposo e ai festeggiamenti, Ferragosto segna il centro della stagione calda e invita a godere dei frutti della natura.
Ma Ferragosto ha anche un ruolo di data di passaggio, che indica il culmine stagionale e quindi il giro di boa dell’estate che, raggiunto il suo apice, lentamente si abbassa per declinare nelle dolcezze dell’autunno. È uno dei momenti fondamentali del calendario naturale, che si continua a festeggiare nel solco della tradizione.
Celebrare il Ferragosto significa ricordare che presto arriverà l’inverno e che ci si deve preparare, sia all’inverno della natura, intorno a noi, all’inverno dell’anima, dentro di noi. Per quello dell’anima non servono cappotti e sciarpe, ma il rispetto e l’amore perpetui per ogni forma di vita. Ed è così che si festeggia il Ferragosto: celebrando la vita, oggi splendida e rigogliosa, e portando con sé il ricordo per quando arriveranno i freddi venti del Nord. Perché la vita non è meno meravigliosa e ricca durante l’inverno.
Siamo grati di ogni momento, godiamo dei frutti più dolci e portiamo con noi il ricordo.
Buon Ferragosto!
Flavio e Samantha

C’è modo e modo…

Vivere intensamente.
Amare senza riserve.
Godere di ogni istante.
Agire coraggiosamente.
Conoscere se stessi.
Superare i propri limiti.
Condividere la gioia.
Donare con sincerità.

Tutto vero e bellissimo, ma… c’è modo e modo.
Il mondo con tutte le sue creature (noi stessi compresi) va toccato con leggerezza, non spremuto e prosciugato.
Vivere intensamente, godere di ogni istante, eccetera, non dovrebbe tradursi nello sfruttare, torchiare, soverchiare o spolpare il luogo in cui viviamo e le creature che vi abitano. Così come conoscere se stessi e superare il propri limiti non dovrebbe tradursi nel pressarsi o dissanguarsi.
Per ogni cosa c’è una misura. Anche nel vivere.
Straordinarie sono quelle persone che toccano il mondo senza violentarlo!

«Chi ben viaggia non lascia solchi né impronte».
Lao Tse

Buona Vita!

Samantha Fumagalli

Vivi intensamente!

«Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere cosi come sei!
Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un opera di teatro, che non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l’opera finisca senza applausi».
Charlie Chaplin

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Umorismo e equilibrio

Coltivare sempre un salutare umorismo.
Per non prendere tutto troppo sul serio, per saper ridere delle nostre contraddizioni e degli scherzi della vita, per non perdere la compassione umana che spesso all’umorismo si associa, per camminare in equilibrio tra luce e ombra, tra giorno e notte…

E come disse Gandhi: «Il senso dello humor è l’asta che dà equilibrio ai nostri passi, mentre camminiamo sulla fune della vita».

L’OZIO è davvero il padre dei vizi?

Con il termine ozio si intende l’astensione dall’attività, dalle occupazioni utili, per un periodo più o meno lungo, o anche abitualmente per indole pigra. Ma esiste anche un’interpretazione, più vicina a quella che il termine aveva in latino, dove “otium” era il tempo libero dalle occupazioni della vita politica e dagli affari pubblici (cioè dai “negotia“) e che pertanto poteva esser dedicato alle cure della casa, del podere, oppure agli studi e altre attività più amene. Da qui il senso generico di periodo di quiete, di riposo, che interrompe le abituali fatiche.
Quindi, se per ozio intendiamo indolenza, pigrizia, apatia e accidia, un certo grado di parentela con i vizi lo troviamo di sicuro. Ma se guardiamo al significato più profondo e autentico, l’ozio è un momento prezioso da coltivare e anche da moltiplicare.
Qualche spunto di riflessione ce lo offrono molti personaggi. Come Robert Louis Stevenson, l’autore del romanzo “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde”, che scrive: «L’attività frenetica, a scuola o in università, in chiesa o al mercato, è sintomo di scarsa voglia di vivere. La capacità di stare in ozio implica una disponibilità e un desiderio universale, e un forte senso d’identità personale».
Oppure Milan Kundera: «Nel nostro mondo l’ozio è diventato inattività, che è tutt’altra cosa: chi è inattivo è frustrato, si annoia, è costantemente alla ricerca del movimento che gli manca».
Perché, come spiga bene Victor Hugo: «Un uomo non è ozioso se è assorto nei propri pensieri; esiste un lavoro visibile e uno invisibile».
Quindi, per concludere, direi…
Per rendere la nostra vita migliore, coltiviamo ozio di alta qualità!

Parlare con gli animali


Se parli con gli animali, loro parleranno con te e vi conoscerete.
Se non parli con loro, non potrai conoscerli.
E ciò che non si conosce fa paura.
Quando qualcosa fa paura, l’uomo la distrugge.
Anche quando è dentro di sé.

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