L’anno degli eroi

L’eroe accende torce fiammeggianti nelle oscure strade del mondo, perché gli uomini possano vedere. Ed è proprio quello che fanno i protagonisti di questo romanzo, anche se a loro insaputa.
Sei ex compagni di scuola vengono convocati, insieme a una misteriosa figura che rimane nell’ombra, da uno stimato psichiatra per compiere un’impresa epica quanto ambigua, perché sotto la facciata di una rapina si cela un segreto destinato a cambiare per sempre le loro vite.
E forse anche quella dell’intrepido lettore. Leggi tutto “L’anno degli eroi”

Tra fantasia e realtà

Confesso, nella folle stesura di un nuovo romanzo, ho dato vita a otto personaggi di cui non riesco più a liberarmi. Me li trovo accanto mentre cammino lungo il fiume, quando cucino e a volte anche al lavoro… Non so dire se sono diventati compagni di vita o presenze ingombranti, ma propendo per la prima, data la simpatia che ho per loro.

Fatto sta, che ho deciso di presentarli al mondo.

Eccoli: Leggi tutto “Tra fantasia e realtà”

Spiriti guida

Forze ancestrali ci accompagnano passo passo durante l’esistenza. Sono energie ataviche che ci supportano nelle giornate serene e nei momenti bui, ci aiutano quando conseguiamo un successo e quando vediamo dileguarsi un obiettivo, ci guidano nel silenzio e attraverso il caos, sono al nostro fianco se abbiamo bisogno di una presenza amica, ci stanno vicino per consigliarci, metterci in guardia, donarci i loro talenti.

Sono gli Animali Guida, entità astrali che riuniscono in sé le caratteristiche di tutti gli appartenenti a una specie e hanno funzioni di protezione, direzione e aiuto.

Ciascuno di noi è accompagnato da almeno uno di questi spiriti archetipali per tutta la vita, mentre altri si affiancano, per periodi più o meno lunghi, a seconda delle necessità.

Queste entità svolgono il loro compito indipendentemente dal fatto che ce ne rendiamo conto o meno, ma esserne coscienti permette di conoscersi meglio e di attingere consapevolmente alla loro saggezza.

Questi spiriti, inoltre, non si limitano a proteggerci e a guidarci, ma simboleggiano anche la nostra personalità, e osservandoli, comprendiamo meglio noi stessi.

Quelli che ci affiancano soltanto per un tratto di strada, oltre a donarci ciò di cui abbiamo più bisogno al momento opportuno, ci aiutano a capire in che stadio esistenziale ci troviamo, e approfondendo la loro conoscenza, impariamo a navigare con più sicurezza lungo il nostro tragitto evolutivo.

Tutti gli archetipi animali, che incontriamo sul nostro cammino, tentano di comunicare con noi per darci anticipazioni, segnalarci un periodo favorevole, sconsigliarci un’azione avventata, avvisarci di un nemico nascosto, portare alla nostra attenzione una preoccupazione inconscia o suggerirci possibili soluzioni per far fronte a un ostacolo.

Scoprire il proprio animale totem è un viaggio affascinante che riconnette alla propria energia primordiale. È un atto magico, indimenticabile, illuminante.

E nonostante la sua grandezza è un processo semplice, che implica soprattutto la volontà di voler vedere, perché l’animale guida è già vicino a noi.

Animale Totem, Guida e di Potere

Nel corso degli studi sugli animali archetipali sono state messe a punto alcune differenze in relazione alla terminologia usata. Così l’animale totem, l’animale guida e l’animale di potere non hanno il medesimo significato.

ANIMALE TOTEM: rappresenta le caratteristiche di una persona o di un gruppo e può essere scelto liberamente come simbolo per incarnare le qualità cui si ambisce o per le quali si prova affinità. Il totem non è visto propriamente come un’entità astrale, ma piuttosto come un’effigie, uno stemma. E i suoi poteri sono fonte di ispirazione per i valori, il comportamento e gli obbiettivi di crescita del singolo o dell’intero clan.

ANIMALE GUIDA: è uno spirito archetipale che riveste funzioni di direzione, protezione e aiuto nella vita di una persona. È un’entità astrale che accoglie in sé le caratteristiche di tutti gli appartenenti alla sua specie, quindi l’animale guida non sarà mai un’aquila bensì l’aquila, non un lupo ma il lupo. Ogni archetipo animale è uno spirito antico, dotato di un grande potere, e questo vale sia per il leone sia per la formica, sia per l’elefante sia per il topolino. A differenza del totem, l’animale guida non viene scelto deliberatamente, perché è lui a cercare il suo protetto. Anche se sarebbe più appropriato parlare di un incontro. Nonostante più persone possano condividere lo stesso animale guida, la funzione di quest’ultimo non sarà mai identica, perché esso propone a ciascuno le caratteristiche più adatte a favorire lo sviluppo e la crescita individuale.

ANIMALE DI POTERE: è la forza archetipale, legata alle caratteristiche dell’animale fisico, che porta doni e saggezza al suo protetto. La sfumatura più consistente che lo distingue dall’animale guida è che l’animale di potere può essere evocato quando si ha bisogno della sua forza e del suo aiuto. Ciò non esclude, comunque, che possa presentarsi spontaneamente quando si ha bisogno delle qualità di cui è dispensatore.

Per saperne di più:

CONOSCI IL TUO ANIMALE TOTEM
di SAMANTHA FUMAGALLI

Il bello della carta…

Per tutti coloro che amano il profumo della carta, il fruscio delle pagine, la bellezza di un libro appoggiato sul comodino… e che ci hanno chiesto di essere avvisati appena SIMBOLI, TRA CONOSCENZA E DESTINO fosse stato disponibile in versione cartacea…
Ta-dan… eccolo! Leggi tutto “Il bello della carta…”

Esistono simboli benefici e simboli dannosi?

Estratto dal libro in lavorazione Alchimia, simboli e Dermoriflessologia di Samantha Fumagalli e Flavio Gandini

ESISTONO SIMBOLI BENEFICI E SIMBOLI DANNOSI?
No, nessun simbolo, in quanto segno in sé e per sé, è luminoso o oscuro, sicuro o pericoloso in assoluto. Sono l’interpretazione e l’uso a fare la differenza.

L’esempio della SVASTICA è, in tal senso, rappresentativo.
La CROCE UNCINATA è un simbolo antichissimo che ritroviamo in molte civiltà: nell’Eurasia del Neolitico, dove rappresentava il movimento del sole nel cielo, nell’Induismo, nel Buddismo e nel Giainismo, dove incarna un simbolo sacro, nell’Europa del Nord e dell’Est, dove era un simbolo solare delle divinità Odino e Thor. Ovunque, la svastica (che in sanscrito significa “benessere”, “portafortuna”) era intrisa di concetti benigni, fintanto che i tragici eventi del Novecento non la trasformarono in un emblema terrificante.
Vediamo, dunque, come lo stesso segno possa raffigurare concetti diametralmente opposti ed evocare, di volta in volta, il bene oppure il male.

I SIMBOLI sono creati dagli uomini per evocare concetti astratti o di difficile espressione e vengono caricati di intento, energia, pensieri, emozioni, storia, significato. Alcuni di essi possono diventare estremamente potenti o dimostrarsi idonei a racchiudere l’essenza sostanziale di immagini primordiali e a questi viene dato il nome di ARCHETIPI.
In bilico tra psiche e soma, gli archetipi hanno una struttura istintiva e una spirituale e ciò li avvicina al concetto delle IDEE PLATONICHE, genitrici di ciò che si manifesta. Per questa loro essenza, gli archetipi vivificano il simbolo e aiutano chi vi entra in contatto a compiere il processo di costruzione della propria coscienza.

Uno di questi archetipi è l’ALBERO, che da sempre, e in tutti i continenti, rappresenta un elemento fondamentale nel rapporto tra l’uomo e la natura e tra l’uomo e il divino.
In tutte le civiltà si trovano alberi considerati sacri, come vediamo nelle tradizioni nordiche e in quelle romane e greche, dove la pianta era SIMBOLO e insieme STRUMENTO di interconnessione tra la superficie della terra (associata al mondo degli uomini), il sottosuolo (associato agli inferi) e il cielo (dimora degli dei).
Uno degli alberi a noi più noti è l’ALBERO CABALISTICO o ALBERO DELLA VITA, che pare essere un adattamento ebraico di simboli già presenti nell’antico esoterismo egizio. Questo è un simbolo di conoscenza fortemente carico di significati. Parla di creazione, di angeli, di pianeti, di virtù, dei quattro mondi e dei quattro corpi, dei principi maschile e femminile e della funzione centrale equilibratrice (dove incontriamo un chiaro riferimento al Caduceo di Ermes, di cui abbiamo parlato in un post precedente) e altro ancora.

L’Albero Cabalistico, purtroppo, viene spesso mal compreso e mal usato, seppure forse in buona fede.
Alcuni pensano ingenuamente che sia un simbolo creato da Dio, ma Dio non ha bisogno di un simbolo che gli rammenti la creazione. E per quanto potente sia, questo è un archetipo degli uomini.
Altri vi vedono una gerarchia divina, un ordinamento di gradi angelici e di funzioni, che include la subordinazione delle autorità inferiori a quelle superiori, ma Dio non fa nulla di tutto ciò. Forse questo tema può interessare le divinità minori, ma non certamente il Dio-Creatore-Eterno-Onnipotente-Onnipresente, che trascende tutte le religioni.
Altri ancora lo interpretano come uno strumento di potere, in quanto apportatore di conoscenza e di gerarchie.
Ma finché non si abbandoneranno queste tipologie di approccio, l’Albero Cabalistico resterà mistero e un potenziale pericolo, nonché un elemento di discordia.

Cerchiamo di capire. Il Dio-Creatore-Eterno-Onnipotente-Onnipresente non gioca a dadi con l’Universo e certamente non gioca ai soldatini con gli angeli. Quindi, ogni qualvolta si traduce l’Albero Cabalistico in funzioni gerarchiche più o meno divine, ci si allontana dal significato autentico di CAMMINO INTERIORE DI CONOSCENZA E CREAZIONE, per ricadere in bassi concetti umani di graduatorie. Si staziona allora nel regno del giudizio, dove abitano le divinità degli uomini, quelle che premiano e puniscono.
Chi si accosta in tal modo all’Albero Cabalistico, pensando di incontrare il Dio-Creatore-Eterno-Onnipotente-Onnipresente, vi troverà soltanto PICCOLI DEI e ALTRE ENTITÀ che lanciano fulmini a chi non ubbidisce e regalano onori a chi li compiace.
Usare l’Albero Cabalistico con questo approccio vuol dire entrare in contatto con entità minori, dove il pericolo che si creino falsi idoli, che l’ego si inflazioni e si generi discordia è elevatissimo.
Dio ci ha creati liberi. E ogni volta che gli uomini entrano in un ordine mentale gerarchico, si collocano in una dimensione dove ci sono schiavi e dominatori.

In realtà, non esistono strade sicure e strade pericolose per “raggiungere” il Dio-Creatore-Eterno-Onnipotente-Onnipresente, e questo semplicemente perché non serve nessuna strada per arrivare a Dio. Noi siamo già immersi in questa Forza. Siamo già parti di Dio.
Il fatto è che, in quanto porzioni, siamo limitati e sono proprio questi limiti a far sorgere il desiderio di conoscere il Dio-Creatore-Eterno-Onnipotente-Onnipresente.

Se non è un percorso per “andare da Dio”, a cosa serve l’Albero Cabalistico?
A conoscere se stessi e la creazione che quotidianamente di dispiega davanti ai nostri occhi. Si tratta di conoscere nel senso di farne esperienza sensibile e intellettuale, partendo dalla nostra condizione limitata e duale, dove l’etica del bene e del male è intrinseca al percorso stesso. È un cammino per ricordare e rispettare la libertà che ci è stata donata e il cui scopo ultimo è la piena coscienza spirituale, la CREAZIONE DELL’UOMO-SPIRITO, meta di ogni vero ALCHIMISTA.

Alcuni pensano che, siccome esiste un Albero della Vita e un Albero della Morte, si possa parlare di un percorso della luce (e del bene) e di un altro dell’oscurità (e del male), e che il primo sia esente da ogni pericolo, ma anche questo è un pensiero ingannevole.
La DUALITÀ è presente in tutti gli archetipi, in quanto presente nel genere umano come risultato della POLARITÀ PERCETTIVA, che scaturisce dalla CONOSCENZA, dalla VALUTAZIONE e dal GIUDIZIO.
Come spiegano bene gli ERMETISTI, nella dualità non esistono due elementi distinti, ma due poli della stessa cosa. Non esistono il caldo e il freddo, ma diverse percezioni della temperatura. Non esistono il bene e il male, ma diverse percezioni della giustizia o dell’etica. E noi non potremmo conoscere l’uno senza l’altro.
La dualità si annulla soltanto nella NON CONOSCENZA oppure nel NIRVANA, ovvero in quello stato perfetto di pace e felicità in cui semplicemente si È nel Dio-Creatore-Eterno-Onnipotente-Onnipresente.

Alla prossima! E buona vita!
Samantha e Flavio

Simboli e archetipi: lavori in corso

Simboli e archetipi sono ovunque intorno a noi e anche la Dermoriflessologia ne è estremamente ricca. Da un articolo scritto anni fa, che parlava appunto della simbologia e dell’alchimia all’interno della Dermoriflessologia, sta nascendo un libricino su questo affascinante argomento…
A breve, nuove notizie… intanto, eccovi un piccolo assaggio.
IL CADUCEO DI ERMETE a livello alchemico è il simbolo delle forze opposte continuamente tenute in equilibro. I due serpenti rappresentano dualità e polarità, e nel laboratorio dell’alchimista indicano la fusione della parte attive e maschile con quella ricettiva e femminile. La barra alata centrale è il bastone della sapienza di Ermes, che indica la connessione tra il mondo spirituale e quello fenomenico e le cui ali aiutano a viaggiare nei due mondi.
Con la Dermoriflessologia svolgiamo proprio un lavoro che mantiene in equilibrio le nostre polarità (attraverso le Bilance del benessere, l’alternanza tra stato di veglia e di sogno, eccetera) e impariamo a percorrere la via centrale della conoscenza.
Felice giornata!

Archetipi in divenire

Innocente, Orfano, Guerriero, Amante, Cercatore, Saggio, Folle, Mago…
Non succede quasi mai di lasciarsi completamente alle spalle un archetipo per marciare verso quello successivo.
Di solito, continuiamo ad affinare gli insegnamenti relativi a ogni stadio man mano che accumuliamo esperienze.
E i livelli più profondi di comprensione rispetto a ciascun archetipo dipendono dall’intensificarsi del nostro apprendimento negli altri.