L’intento di un libro

La nostra passione per l’alchimia interiore ci ha condotto allo studio di molti testi esoterici e contemporaneamente ci ha spronato alla ricerca pratica. Una parte del lavoro sperimentale ha trovato nelle scoperte sulla riflessologia cutanea, realizzate dal professor Giuseppe Calligaris, un valido strumento di supporto per il lavoro psicologico e spirituale. Negli anni, poi, abbiamo messo a punto un vero e proprio sistema operativo, che è culminato nella Dermoriflessologia e nella Dermoalchimia, nate per supportare l’opera dei moderni alchimisti.
Oggi abbiamo deciso di addentrarci nell’affascinante mondo del simbolismo, nella sua funzione di tramite tra la pratica e la teoria dell’Opera Alchemica e tra la pratica e la teoria dell’Opera Dermoriflessologica.
Il libro SIMBOLI, TRA CONOSCENZA E DESTINO nasce, quindi, con un doppio intento. Da una parte c’è il desiderio di condividere la nostra attuale prospettiva, sia concettuale che empirica, con chi si sente attratto dai temi attinenti alla spiritualità e all’alchimia; dall’altra c’è il proposito di offrire un arricchimento a chi ha una formazione come dermoriflessologo, svelando i molti punti che hanno in comune l’alchimia e i simboli con la Dermoriflessologia.

Felice giornata!
Flavio e Samantha

Alcuni link:
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Il Giardino dei Libri
Ibs

Esistono simboli benefici e simboli dannosi?

Estratto dal libro in lavorazione Alchimia, simboli e Dermoriflessologia di Samantha Fumagalli e Flavio Gandini

ESISTONO SIMBOLI BENEFICI E SIMBOLI DANNOSI?
No, nessun simbolo, in quanto segno in sé e per sé, è luminoso o oscuro, sicuro o pericoloso in assoluto. Sono l’interpretazione e l’uso a fare la differenza.

L’esempio della SVASTICA è, in tal senso, rappresentativo.
La CROCE UNCINATA è un simbolo antichissimo che ritroviamo in molte civiltà: nell’Eurasia del Neolitico, dove rappresentava il movimento del sole nel cielo, nell’Induismo, nel Buddismo e nel Giainismo, dove incarna un simbolo sacro, nell’Europa del Nord e dell’Est, dove era un simbolo solare delle divinità Odino e Thor. Ovunque, la svastica (che in sanscrito significa “benessere”, “portafortuna”) era intrisa di concetti benigni, fintanto che i tragici eventi del Novecento non la trasformarono in un emblema terrificante.
Vediamo, dunque, come lo stesso segno possa raffigurare concetti diametralmente opposti ed evocare, di volta in volta, il bene oppure il male.

I SIMBOLI sono creati dagli uomini per evocare concetti astratti o di difficile espressione e vengono caricati di intento, energia, pensieri, emozioni, storia, significato. Alcuni di essi possono diventare estremamente potenti o dimostrarsi idonei a racchiudere l’essenza sostanziale di immagini primordiali e a questi viene dato il nome di ARCHETIPI.
In bilico tra psiche e soma, gli archetipi hanno una struttura istintiva e una spirituale e ciò li avvicina al concetto delle IDEE PLATONICHE, genitrici di ciò che si manifesta. Per questa loro essenza, gli archetipi vivificano il simbolo e aiutano chi vi entra in contatto a compiere il processo di costruzione della propria coscienza.

Uno di questi archetipi è l’ALBERO, che da sempre, e in tutti i continenti, rappresenta un elemento fondamentale nel rapporto tra l’uomo e la natura e tra l’uomo e il divino.
In tutte le civiltà si trovano alberi considerati sacri, come vediamo nelle tradizioni nordiche e in quelle romane e greche, dove la pianta era SIMBOLO e insieme STRUMENTO di interconnessione tra la superficie della terra (associata al mondo degli uomini), il sottosuolo (associato agli inferi) e il cielo (dimora degli dei).
Uno degli alberi a noi più noti è l’ALBERO CABALISTICO o ALBERO DELLA VITA, che pare essere un adattamento ebraico di simboli già presenti nell’antico esoterismo egizio. Questo è un simbolo di conoscenza fortemente carico di significati. Parla di creazione, di angeli, di pianeti, di virtù, dei quattro mondi e dei quattro corpi, dei principi maschile e femminile e della funzione centrale equilibratrice (dove incontriamo un chiaro riferimento al Caduceo di Ermes, di cui abbiamo parlato in un post precedente) e altro ancora.

L’Albero Cabalistico, purtroppo, viene spesso mal compreso e mal usato, seppure forse in buona fede.
Alcuni pensano ingenuamente che sia un simbolo creato da Dio, ma Dio non ha bisogno di un simbolo che gli rammenti la creazione. E per quanto potente sia, questo è un archetipo degli uomini.
Altri vi vedono una gerarchia divina, un ordinamento di gradi angelici e di funzioni, che include la subordinazione delle autorità inferiori a quelle superiori, ma Dio non fa nulla di tutto ciò. Forse questo tema può interessare le divinità minori, ma non certamente il Dio-Creatore-Eterno-Onnipotente-Onnipresente, che trascende tutte le religioni.
Altri ancora lo interpretano come uno strumento di potere, in quanto apportatore di conoscenza e di gerarchie.
Ma finché non si abbandoneranno queste tipologie di approccio, l’Albero Cabalistico resterà mistero e un potenziale pericolo, nonché un elemento di discordia.

Cerchiamo di capire. Il Dio-Creatore-Eterno-Onnipotente-Onnipresente non gioca a dadi con l’Universo e certamente non gioca ai soldatini con gli angeli. Quindi, ogni qualvolta si traduce l’Albero Cabalistico in funzioni gerarchiche più o meno divine, ci si allontana dal significato autentico di CAMMINO INTERIORE DI CONOSCENZA E CREAZIONE, per ricadere in bassi concetti umani di graduatorie. Si staziona allora nel regno del giudizio, dove abitano le divinità degli uomini, quelle che premiano e puniscono.
Chi si accosta in tal modo all’Albero Cabalistico, pensando di incontrare il Dio-Creatore-Eterno-Onnipotente-Onnipresente, vi troverà soltanto PICCOLI DEI e ALTRE ENTITÀ che lanciano fulmini a chi non ubbidisce e regalano onori a chi li compiace.
Usare l’Albero Cabalistico con questo approccio vuol dire entrare in contatto con entità minori, dove il pericolo che si creino falsi idoli, che l’ego si inflazioni e si generi discordia è elevatissimo.
Dio ci ha creati liberi. E ogni volta che gli uomini entrano in un ordine mentale gerarchico, si collocano in una dimensione dove ci sono schiavi e dominatori.

In realtà, non esistono strade sicure e strade pericolose per “raggiungere” il Dio-Creatore-Eterno-Onnipotente-Onnipresente, e questo semplicemente perché non serve nessuna strada per arrivare a Dio. Noi siamo già immersi in questa Forza. Siamo già parti di Dio.
Il fatto è che, in quanto porzioni, siamo limitati e sono proprio questi limiti a far sorgere il desiderio di conoscere il Dio-Creatore-Eterno-Onnipotente-Onnipresente.

Se non è un percorso per “andare da Dio”, a cosa serve l’Albero Cabalistico?
A conoscere se stessi e la creazione che quotidianamente di dispiega davanti ai nostri occhi. Si tratta di conoscere nel senso di farne esperienza sensibile e intellettuale, partendo dalla nostra condizione limitata e duale, dove l’etica del bene e del male è intrinseca al percorso stesso. È un cammino per ricordare e rispettare la libertà che ci è stata donata e il cui scopo ultimo è la piena coscienza spirituale, la CREAZIONE DELL’UOMO-SPIRITO, meta di ogni vero ALCHIMISTA.

Alcuni pensano che, siccome esiste un Albero della Vita e un Albero della Morte, si possa parlare di un percorso della luce (e del bene) e di un altro dell’oscurità (e del male), e che il primo sia esente da ogni pericolo, ma anche questo è un pensiero ingannevole.
La DUALITÀ è presente in tutti gli archetipi, in quanto presente nel genere umano come risultato della POLARITÀ PERCETTIVA, che scaturisce dalla CONOSCENZA, dalla VALUTAZIONE e dal GIUDIZIO.
Come spiegano bene gli ERMETISTI, nella dualità non esistono due elementi distinti, ma due poli della stessa cosa. Non esistono il caldo e il freddo, ma diverse percezioni della temperatura. Non esistono il bene e il male, ma diverse percezioni della giustizia o dell’etica. E noi non potremmo conoscere l’uno senza l’altro.
La dualità si annulla soltanto nella NON CONOSCENZA oppure nel NIRVANA, ovvero in quello stato perfetto di pace e felicità in cui semplicemente si È nel Dio-Creatore-Eterno-Onnipotente-Onnipresente.

Alla prossima! E buona vita!
Samantha e Flavio

L’energia del 2019

All’inizio di ogni nuovo anno l’aria è satura di entusiasmo e aspettativa.
E curiosità, ovviamente.
Così, cavalcando l’onda curiosa, abbiam deciso di dedicare il primo post del 2019 ai suoi influssi numerologici.
Prima di incominciare, vogliamo ricordare che questi influssi sono generici e risponderanno diversamente per ognuno, sulla base di ciò che si è seminato nella propria vita fino a questo momento. Quindi, prendiamo l’energia che permea questo nuovo anno come una musica di sottofondo sulla quale ciascuno potrà cantare e ballare la sua canzone.

IL 2019 È L’ANNO DELLA COMUNICAZIONE E DELLA CREATIVITÀ.
Il suo numero è il 3 e suggerisce un periodo durante il quale saranno in primo piano i contatti, la socialità e l’allegria, ma anche la creatività, l’ispirazione, l’originalità e l’immaginazione.
Se il 2017 è stato l’anno in cui dare avvio a nuovi progetti, iniziative, imprese, dalle più semplici alle più complesse, e il 2018 era l’anno della pazienza e della collaborazione per conferire solidità e stabilità alle cose intraprese nel 2017, questo è l’anno in cui le nuove idee potranno crescere creativamente e diffondersi.
È il momento della fioritura, che porterà al successo le iniziative nate nei due anni precedenti, posto che esse siano state dotate di buone gambe per camminare e buone ali per volare. Fioritura e raccolto, dunque. Ma attenzione, perché il raccolto non deve essere dilapidato, bensì portato alla sua massima espressione artistica e creativa, e poi gestito saggiamente in previsione del futuro.
Il 2019 sarà particolarmente fecondo per gli artisti che lavorano in ogni settore, dalle arti figurative (fotografia, disegno, pittura, grafica, fumetto, architettura, scultura, artigianato) a quelle performative (tutto ciò che ha a che fare con la musica, la danza, la recitazione e il benessere) fino alle arti letterarie (scrittura, teatro, cinema), perché favorisce l’estrinsecazione del talento in maniera vivace e spontanea. Inoltre, potrà rivelarsi un momento proficuo per la diffusione delle proprie opere e per raggiungere una discreta popolarità nel proprio lavoro.
Questo è un anno positivo per quanto concerne i rapporti interpersonali e per godere di buone relazioni, tanto in ambito personale quanto lavorativo. Naturalmente, ciò potrà realizzarsi grazie all’impegno, che però sarà agevolato da una maggior facilità di espressione, dalla predisposizione alla spontaneità e dalla capacità di adattamento.
Il numero 3 favorisce anche il senso pratico, lo spirito critico e l’umorismo, doti indispensabili per concretizzare e far decollare con leggerezza i propri sogni.
I rischi che si nascondono nel 2019 sono relativi a un eccesso di superficialità e di dilettantismo, che potrebbero far smarrire per strada i progetti oppure a eccentricità e capricciosità, che invaliderebbero le capacità e l’ingegno.
Chi saprà mantenersi giocosamente sobrio e lucidamente creativo vedrà il proprio giardino donargli fiori colorati e profumati e potrà gioire di mesi piacevoli.
Buon anno e buona vita!
Samantha e Flavio

Buon 2019!

Il 2018 volge al termine.
Le ultime ore dell’anno non sono destinate soltanto ai preparativi per accogliere il nuovo che avanza, ma possiamo prenderci un momento, un momento importante e profondo, per guardare all’anno che sta finendo e distillare questo scorcio di vita, sia quello più felice sia quello più triste.
Un momento da dedicare a noi stessi, per ricordare, per ringraziare dei doni ricevuti, per trasformare il vissuto in apprendimento.
Una piccola ricapitolazione che ci permetta di portare con noi le perle dell’esperienza e lasciare andare ciò che non serve più, ciò che ha compiuto il suo corso, affinché ciò che è stato sia un utile insegnamento e non rimanga in uno stato latente, che può emergere a nostra insaputa, condizionando i pensieri e le reazioni.
Una ricapitolazione per riconoscere il bello che abbiamo incontrato in quest’anno di cammino, i sorrisi scambiati, i gesti d’affetto, le buone occasioni, gli aiuti ricevuti e quelli offerti con cuore sincero, le voci amiche, le sorprese gradite, le piccole e grandi conquiste, i momenti di gioia e di divertimento, e i momenti di crescita e di arricchimento.
Una ricapitolazione per riconoscere gli insegnamenti che sono stati posti lungo il nostro percorso e che abbiamo incontrato sotto forma di momenti difficili, di incomprensioni, di asperità, di dolori, di ostacoli, di solitudine, di fatica.
Poniamo tutto in un ideale alambicco e osserviamo le esperienze che abbiamo vissuto durante il 2018 distillarsi sotto l’azione del fuoco spirituale, della coscienza e della volontà.
E quando il procedimento di purificazione è concluso, prendiamo ciò che avanza e lasciamo andare, lasciamo che torni alla natura per seguire il suo processo di trasformazione.
Nel nuovo anno portiamo soltanto il prezioso distillato, poche gocce concentrate di gioia e di esperienza.
Adesso siamo pronti per accogliere a cuore aperto il 2019.
Buon fine anno e felice anno nuovo!
Samantha e Flavio

Dermoriflessologia®: il Reticolo energetico e i Sistemi cutanei

di Samantha Fumagalli e Flavio Gandini

Su questo corpo, alto otto palmi, è contenuto tutto il mondo”
Buddha

«La superficie cutanea, in tutta la sua estensione, non un suo punto microscopico escluso, rappresenta un grande specchio magico sul quale viene riflesso tutto quanto esiste nel Cosmo inteso in senso più lato, cioè comprendendo non soltanto la Terra e gli astri che girano intorno al Sole, ma anche quegli innumerevoli mondi stellari che gravitano intorno a milioni di altri soli.
L’affermazione è chiara e precisa, ma il lettore non tarda a rivolgerci questa giusta domanda: e le prove? Per fortuna, poiché non si tratta di una dottrina o di speculazioni teoriche ma di realtà controllabili con metodo sperimentale, le prove confermative non mancano».
Così scriveva Calligaris nel suo libro L’Universo rappresentato sul corpo dell’uomo, e noi possiamo confermarlo grazie all’esperienza di oltre vent’anni di sperimentazioni, ricerche e applicazioni della Dermoriflessologia® in migliaia di casi.
La superficie del corpo umano è davvero lo specchio di tutto l’Universo, uno specchio magico che ci collega al micro e al macrocosmo. Su di esso troviamo le proiezioni del corpo, con i suoi organi e i relativi funzionamenti, e dell’anima, con le sue percezioni e sentimenti, ma l’anima, in quanto scintilla dello spirito che tutto permea, è interconnessa con l’intero Creato e l’intero Creato si riflette sulla pelle.
Come sosteneva lo stesso Calligaris, se si caricano, secondo le regole, i diversi sistemi cutanei (punti, linee, placche, campi) sui quali determinate immagini dell’Universo sono proiettate, nella mente dell’uomo vengono evocate tutte le immagini corrispondenti.
Poiché queste immagini sono in numero infinito, anche i sistemi cutanei (con a capo le Placche), sui quali esse vengono proiettate, sono in numero infinitamente grande e dobbiamo immaginare di calcolarle in miliardi. Per questo motivo, spostamenti millimetrici, in alto o in basso, a destra o a sinistra, portano alla formazione e alla delimitazione di un territorio cutaneo differente.
Come infinite sono le immagini vicine o lontane dell’Universo, altrettanto lo sono i piccoli o grandi territori cutanei di riflessione, sia per numero che per forma.
Se la pelle è lo schermo sul quale si proietta il grande cinema dell’Universo, si potrebbe essere indotti a pensare che l’intera superficie sia sempre iperestesica, senza bisogno che l’ipersensibilità localizzata venga rivelata dai nostri mezzi di ricerca e dai nostri esperimenti. In realtà, tutto l’Universo è proiettato in potenza sulla superficie cutanea del corpo umano, così come è proiettato in latenza nel piano cerebrale dell’inconscio.
Con il nostro lavoro (sia quando ci accostiamo a sistemi cutanei noti, sia quando sperimentiamo per scoprirne di nuovi), noi evochiamo un’immagine del Cosmo (mediante una fotografia, un simbolo, la polarizzazione del pensiero, eccetera) e poi procediamo alla ricerca della concatenata Placca cutanea divenuta ipersensibile. Questo procedimento porta alla luce ciò che è nascosto, seppur presente, sul corpo dell’uomo e traduce un’immagine dal piano inconscio a quello della coscienza. Ciò che accade è che l’immagine dell’Universo prescelta passa dal suo stato latente a uno stato efficiente, ovvero da invisibile a visibile.
Ora, se questa procedura si dimostra fondamentale per il reperimento di territori cutanei già noti, la sua applicazione, scrupolosa e ripetuta, è indispensabile quando si tratta di scoprire sistemi cutanei e corrispondenze ancora sconosciuti.

Per scoprire qualcosa, è meglio eseguire esperimenti accurati che impegnarsi in profonde discussioni filosofiche”.
Richard Phillips Feynman, Premio Nobel per la fisica (1965)

La scoperta di nuovi sistemi cutanei
Alla luce di quanto appena esposto, e che già a suo tempo Calligaris aveva spiegato, è lampante il lavoro ciclopico di ricerca e sperimentazione necessario per individuare e isolare nuove immagini del Cosmo sullo schermo cutaneo.
Sebbene sappiamo che Calligaris ha dedicato tutta la vita a quest’opera immensa, è impossibile non provare una meraviglia e un’ammirazione enormi per le migliaia di punti, linee, placche e campi che è riuscito a scoprire e catalogare.
Nel nostro piccolo, qualche Placca e qualche sistema cutaneo lo abbiamo portato alla luce anche noi. Tra questi ricordiamo la nuova funzione come archivio cronologico delle Placche delle Età, la Placca dell’Animale Totem, l’Orbitale del Prenatale e delle Vite precedenti, la sequenza dei Vampiri psichici, le Placche delle Epoche eroiche, l’integrazione e l’ampliamento dell’Orbitale dei Pianeti, la trasposizione del Termometro dei Sentimenti sulle Linee primarie (che ha dato luogo al Dermo-TEA), eccetera. Inoltre, grazie al prezioso contributo di nuovi Dermoriflessologi, abbiamo potuto individuare altri territori, tra cui la sequenza genealogica degli Avi (grazie a un’intuizione di Stefano Botti) e il sistema cutaneo dell’Albero Cabalistico (grazie a un’intuizione di Diego Mattarocci).
Poste a confronto con le innumerevoli mappature di Calligaris, le nostre sono un piccolo contributo alla ricerca, ma siamo ugualmente soddisfatti, sia per l’interessante funzione delle mappe portate alla luce (confermate da centinaia di riprove) sia perché ogni nuova scoperta conferma la veridicità del lavoro di Calligaris e la sua grandissima utilità.
Vorremmo ora spendere due parole a proposito della ricerca sui riflessi dell’Universo ancora inesplorati per chiarire il tipo di lavoro scientifico nel quale ci siamo cimentati, tanto noi quanto il nostro illustre predecessore, e fornire qualche indicazione che può essere interessante e utile per i Dermoriflessologi e per chi si accosta alla materia da neofita.

Nessun uomo ha mai fatto una grande scoperta senza l’uso dell’immaginazione”.
George Henry Lewes, filosofo

La scoperta

Dire come e perché sorge l’idea, e spesso anche la necessità, di scoprire nuove Placche o mappe cutanee non è semplicissimo, perché la ricerca può prendere avvio in molti modi. Accade che un sistema cutaneo si evidenzi tramite dermografia spontanea, durante o dopo una seduta o un percorso di Dermoriflessologia, e questo, per fare un esempio, è il caso della sequenza dei Vampiri psichici. Oppure può succedere che mentre si cerca una Placca nota, se ne rende evidente un’altra adiacente, com’è stato per la Placca dell’Animale Totem. In ambedue i casi, si procede prima a un’indagine accurata per identificare il significato del sistema emerso e successivamente alla verifica su più soggetti in modo da confermarne la validità universale e non soltanto soggettiva o casuale.
Altri tipi di scoperte sono in relazione con un estensione del significato di Placche già catalogate da Calligaris, come è successo per le Placche delle Età, che da semplici indicatori dell’età anagrafica si sono dimostrate veri archivi cronologici del vissuto personale e non solo.
In altre occasioni ancora, grazie a un’intuizione che suggerisce l’esistenza di una particolare mappa cutanea, si inizia un laborioso lavoro di individuazione, partendo da immagini o simboli che permettano di evocare il concetto corrispondente, come abbiamo fatto per l’Orbitale del Prenatale e delle Vite precedenti, per l’Albero Cabalistico, eccetera.
Come si può notare, le scoperte nascono spesso da casi fortuiti, ma tutte, senza eccezione, sono sempre seguite da un lavoro di indagine e conferma. Le riprove sono fondamentali e devono essere eseguite su più soggetti e da più ricercatori.

Una scoperta si dice che sia un incidente che incontra una mente preparata”.
Albert Szent-Györgyi, scienziato

La ricerca scientifica

Come si procede dopo aver scoperto o intuito l’esistenza di un nuovo sistema cutaneo? Bando ai facili entusiasmi, che sono pur sempre un buon motore propulsivo, si deve immediatamente passare agli esperimenti di riprova, che sono indispensabili per poter affermare l’esatta corrispondenza di un riflesso e la sua ripetibilità su più persone.
Il modo migliore per evitare condizionamenti consci o inconsci è quello di procedere con esperimenti scientifici in cieco, vale a dire che il soggetto sottoposto a esame è completamente all’oscuro del risultato che si sta cercando, oppure in doppio cieco, dove sia il soggetto che l’esaminatore non conoscono con precisione l’informazione ricercata.
Resta inteso che, per serietà e correttezza, i soggetti sono sempre volontari e vengono sempre informati di essere in fase di sperimentazione.

Vediamo qualche esempio pratico, in sintesi.
1) Nel caso delle Placche delle Età, dopo aver riscontrato sul campo una funzione più estesa rispetto a quella enunciata da Calligaris, per validare la loro valenza di archivio cronologico abbiamo sperimentato in cieco su un centinaio di soggetti, procedendo come segue. Abbiamo reperito un punto cutaneo relativa a un’età già vissuta dal soggetto (rigorosamente senza informarlo di quale età fosse), quindi abbiamo lasciato agire la stimolazione tramite spirale per un giorno e una notte, e infine abbiamo registrato il feedback del soggetto, che riferiva di aver visto riaffiorare, in sogno o in stato di veglia, ricordi, emozioni e immagini dell’età corrispondente alla Placca stimolata e a lui ignota.
2) Quando abbiamo validato, tramite esperimento in cieco semplice, le Placche dei Vampiri psichici, abbiamo dovuto selezionare persone soggette a vampirismo, ma non le abbiamo informate sulla funzione delle Placche. Dopo la ricerca del punto più sensibile e l’apposizione della spirale in chiusura, abbiamo atteso gli effetti per cinque giorni e i risultati hanno dato una conferma attorno al 90% statisticamente sorprendente.
3) Per quanto riguarda l’Orbitale dei Pianeti, abbiamo potuto sperimentare in doppio cieco, ovvero con sia il soggetto sia il ricercatore all’oscuro di quale pianeta si stava andando a individuare sull’orbitale cutaneo. In pratica, veniva posizionata la foto di un pianeta sul campo cutaneo di scansione dell’immagine e poi si ricercava la Placca iperestesica inscritta nell’orbitale. Il primo esperimento, condotto su circa un centinaio di soggetti, ha dato una conferma superiore all’80%.

Dopo la fase di sperimentazione, che può variare da un minimo di 40-50 test a un massimo di 200, se la validazione viene ampiamente confermata (statistiche che superano il 65-70%), allora la scoperta viene resa pubblica e da quel momento in poi le Placche vengono trattate in migliaia di casi (come è successo per gli esempi appena esposti).

L’Albero Cabalistico

Una ricerca che ha destato grande interesse tra i Dermoriflessologi è stata quella relativa all’Albero Cabalistico o Albero della Vita. Qui occorre fare delle precisazioni, perché l’argomento è effettivamente molto stimolante, ma il lavoro su questo sistema cutaneo si è rivelato delicato e potenzialmente pericoloso.
Le origini di questa scoperta si devono a Diego Mattarocci, che un giorno ci ha chiesto di testare se esisteva una mappa cutanea corrispondente all’Albero Cabalistico, da lui intuita sull’avambraccio destro con orientamento verso il basso (per intenderci, la Corona-Kether si trovava in prossimità della mano, mentre la Terra-Malkuth era vicino al gomito).

Inutile dire che ci siamo lanciati nella sperimentazione subito e con entusiasmo, date le incredibili implicazioni di questa possibile scoperta: un percorso esoterico unico, la corrispondenza con gli ordini angelici, con i pianeti e molto altro ancora.
Il lavoro ha richiesto un’attenta ricerca, su tantissimi soggetti e con molteplici sperimentazioni in doppio cieco (in maniera simile a quella svolta per l’Orbitale dei Pianeti) sia con i simboli delle Sefirot sia con i Pianeti sia con gli Angeli. Il risultato è stato di trovare un Albero della Vita orientato in maniera opposta a quanto suggeritoci all’inizio, ovvero con la Corona-Kether in prossimità del gomito e la Terra-Malkuth nei pressi del polso.
Successivamente alla rilevazione esatta delle dieci Placche che compongono l’Albero, abbiamo proseguito nella ricerca per registrare ciò che dall’invisibile affiorava allo stato cosciente durante e dopo la stimolazione. E anche qui i risultati sono stati eclatanti: l’Albero Cabalistico offre davvero incredibili possibilità di lavoro su se stessi, ma il suo influsso non si esaurisce qui, esso riverbera all’esterno in maniera molto forte e spesso incontrollata, soprattutto se lo si usa per agire nel mondo (provoca effettivi cambiamenti, ma si muove come un boomerang) o come strumento di potere (agisce sulla psiche, giocando brutti scherzi di delirio di onnipotenza ed esponendo al contatto incontrollato con entità invisibili).
Alla luce dei risultati emersi, abbiamo ritenuto più prudente non divulgare questo sistema cutaneo archetipale, che si è dimostrato tanto potente quanto pericoloso.

La tentazione delle Linee primarie

Lavorando sulle Linee primarie per decenni, ci è capitato di cercare di scorgervi (per nostra curiosità o perché sollecitati da alcuni Dermoriflessologi) altre simbologie aggiuntive, soprattutto in relazione con simboli ancestrali o archetipi (divinità, pianeti, segni zodiacali, Sefirot, mondi norreni, eccetera), ma ogni riprova si è rivelata errata.
Un’altra ipotesi, sottopostaci tempo fa da un operatore, che si è rivelata insostenibile è quella dell’esistenza di un’undicesima linea all’interno della mano, precisamente tra pollice e indice, in affiancamento alla Prima interdigitale, che apparirebbe e scomparirebbe in base ai movimenti di abduzione e adduzione del pollice. Questa idea non trova conferma in nessuna sperimentazione pratica ed entra in aperto conflitto con la riproduzione in grande del sistema lineare della mano. Come tutti i Dermoriflessologi sanno, la mano è un frattale del corpo e la Prima Linea interdigitale della mano si trova sul corpo nella linea ascellare destra. E sul corpo non c’è nessun pollice che fa apparire o sparire qualche linea misteriosa.
Tornando alle valenze delle Linee primarie, ribadiamo che, se indagate in cieco semplice attraverso l’uso di simboli e immagini, non hanno mai dato conferma di associazioni aggiuntive che vadano al di là della catena lineare (triplice corrispondenza) pelle-organo-sentimenti.
Dopo svariate prove, che davano tutte risultati soggettivi, e quindi diversi da individuo a individuo, abbiamo capito che il desiderio di creare sovrastrutture sulle Linee è una tentazione della mente logica, che cerca abbinamenti razionali. Ci consola sapere che questa tentazione ha sfiorato anche Calligaris, tanto che, cercando un’associazione tra Linee e pianeti del sistema solare o tra Linee ed elementi costitutivi dei pianeti (minerali, vegetali, animali, eccetera) o tra Linee ed elementi (acqua, aria, fuoco, eccetera), ha scoperto che tutti questi fattori sono scaglionati su punti infinitesimali distribuitiall’interno delle Bande cutanee, specialmentedella I e della VI, in relazione anche alle linee trasversali e a quelle oblique.
Allo stato attuale, dopo innumerevoli ricerche, ci sentiamo di affermare, insieme con Calligaris, che le Linee primarie hanno una loro funzione specifica e precisa e non ammettono sovrastrutture. Ogni associazione posticcia attribuita al sistema lineare non rientra negli studi di Calligaris e non rientra in alcun modo nella Dermoriflessologia. Il motivo di questa affermazione, verificata sperimentalmente, è intuibile nella funzione primaria del Reticolo Energetico.

Il Reticolo energetico

Quanto mai magico e misterioso, il Reticolo energetico riveste tutto il corpo con linee di primo ordine, di secondo ordine, di terzo, quarto, quinto, eccetera. Ciò vuol dire che stiamo parlando di un reticolo, forse infinito, che mette in relazione la nostra anima con la nostra forma fisica e con tutto l’Universo. È l’organo di senso più sensibile in assoluto e percepisce tutte le vibrazioni del Creato, è come un cuore pulsante che risponde al micro e al macrocosmo, è un respiro universale, è l’insieme di filamenti che mette in connessione l’essere umano con il Tutto. Ogni suo punto è un punto di riflessione, ogni suo filo ci unisce con l’Infinito.
La corrispondenza del riflesso cutaneo delle Linee primarie attribuita da Calligaris, ossia di collegamento tra corpo e spirito, è perfettamente allineata con l’essenza stessa del Reticolo ed è l’unica ammissibile e rilevabile.
Su questo reticolo di filamenti longitudinali, trasversali e obliqui possiamo isolare campi vibrazionali più specifici che si riflettono sulla pelle in punti, placche e campi, ma non possiamo sovrastrutturare il sistema lineare, perché esso vibra e cambia in base all’interscambio tra l’Uomo e l’Universo.
Lavorando sulle Linee primarie e secondarie, abbiamo visto come i nostri pensieri e le emozioni producono risposte negli organi interni e lo fanno in maniera soggettiva, ma sappiamo benissimo che anche le condizioni atmosferiche, le maree, i terremoti, i transiti planetari, eccetera inducono dei cambiamenti nel corpo fisico e negli organi, e ancora una volta la risposta è spesso individuale. Non tutti reagiscono nello stesso modo alla pioggia, al sole, al freddo, al caldo, al transito della Luna o a quello di Giove. Già questo basterebbe a dimostrare che nessun collegamento aggiuntivo si può fare tra una Linea e un fenomeno climatico o tra una Linea e un pianeta, eccetera.
Sicuramente le linee del Reticolo vibrano in risposta a tutti i fenomeni, ai simboli, ai pianeti e agli archetipi, ma lo fanno in maniera soggettiva e sulla base di numerosi fattori interni ed esterni che non ci è dato di catalogare. Anche nella ricerca occorre mantenere l’umiltà.

Dermo-TEA e Termometro dei sentimenti
L’ennesima riprova della ricettività del Reticolo energetico, ammesso che ne servisse ancora una, sta nella differenza esistente tra il test della conformazione di nascita effettuato sul Termometro dei sentimenti (costituito da Placche) rispetto a quello eseguito sulle Linee primarie (con l’apposita procedura). Sappiamo che l’individuazione dei punti di forza e di debolezza a livello della costituzione di nascita può subire variazioni, quando una certa caratteristica (capacità o abitudine appresa) viene pienamente integrata e diventa parte di noi. Di conseguenza, sia il Termometro dei sentimenti sia il Dermo-TEA possono cambiare nel tempo. Quello che abbiamo riscontrato, però, è la maggior rapidità di risposta ai cambiamenti del test attitudinale svolto sulle Linee primarie (Dermo-TEA) rispetto a quello effettuato sul Termometro dei sentimenti.

Lavori in corso

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La nuova ricerca nella quale siamo impegnati, insieme a Sigfrido Licari, è l’esistenza dell’Albero norreno dei Nove Mondi riflesso sullo schermo cutaneo. Finora siamo riusciti a individuare il sistema cutaneo, composto da nove Placche, sulla parte alta del braccio sinistro e adesso inizia il compito di testarne la ripetitività, gli effetti e le possibilità di utilizzo.
Per il momento non è possibile ipotizzare i risultati finali, ma speriamo che il suo sentiero si riveli percorribile in modo più sicuro rispetto all’Albero Cabalistico.

“Nove mondi ricordo
nove sostegni,
e l’albero misuratore, eccelso
che penetra la terra”.
dal canto di apertura dell’Edda antica

Molti sono ancora i misteri della dimensione metafisica, ma la ricerca ci permette di svelarli a poco a poco e rinnovare così la meraviglia, conservando sempre la capacità di guardare con gli occhi di un bambino.

Buona Vita!

N.B. Fermo restando la libertà (e il merito) di ognuno, è doverosa la seguente nota.
Chiunque abbia un’intuizione o ritenga di aver individuato nuovi sistemi cutanei e desideri che le eventuali scoperte rientrino nella Dermoriflessologia®, è invitato a condividere con noi le proprie idee e ricerche oltre a permetterci di effettuare le opportune sperimentazioni e validazioni.
Questo appello ha due fondamentali ragioni:
1) l’indispensabile confronto dei dati ottenuti;
2) la nostra responsabilità etica e legale del marchio (che ci obbliga a saper rispondere di ciò che entra a far parte della Dermoriflessologia® e che, trasversalmente, tutela anche i Dermoriflessologi).
Il discorso, per ovvi motivi, si estende anche alla Dermoalchimia© e a ogni nostra invenzione.

Angeli e Demoni – seconda parte

Docenti:
Flavio Gandini
Samantha Fumagalli

La seconda parte del corso di aggiornamento Angeli e Demoni è incentrata sulla sperimentazione pratica degli argomenti affrontati durante la prima parte:

Orbitale delle Vite Precedenti;
Sequenza delle Placche dei Vampiri Energetici;
Placche della Mappa delle Debolezze Psichiche.

Inoltre approfondiremo il tema di come affrontare le forze occulte con le Placche dei Vizi e delle Virtù.

La seconda parte del corso Angeli e Demoni è riservata a chi ha frequentato la prima parte.

Anche la seconda parte del corso dura 1 week-end e si terrà in tre diverse date e due località per consentirti di partecipare secondo le tue disponibilità di tempo. Scegli la data e il luogo più comodi e comunicaci per tempo la tua adesione.
Ricorda di portare il libretto formativo!

Sabato 6 e domenica 7 ottobre 2018 
Massa Finalese (MO)
Info e iscrizioni: Stefano Botti,
 cell. 3396004159,
email: stefano@lucedaura.it

Sabato 27 e domenica 28 ottobre 2018
Boffalora d’Adda (LO)
Info e iscrizioni: Flavio Gandini,
 cell. 3357065167,
email: formazione@dermoriflessologia.it

Sabato 10 e domenica 11 novembre 2018 
Boffalora d’Adda (LO)
Info e iscrizioni: Flavio Gandini,
 cell. 3357065167,
email: formazione@dermoriflessologia.it

Email: info@vega200.it
Sito: www.vega2000.it
Sito: www.psicodermosomatica.it

 

Assaggio di lettura: LA QUINTA VIA

Oltre l’illusione

Ogni giorno, ci vengono proposti modelli da emulare, siamo letteralmente bombardati da immagini di donne e uomini bellissimi, sorridenti, pieni di vitalità, con famiglie perfette, carriere vertiginose, vite mondane turbinanti, attività sportive sfrenate.
Veniamo invitati a prendere questi esempi come le uniche espressioni di una vita di successo, con il risultato che spesso, nel confronto con questi prototipi, spesso poco realistici, molti si sentono frustrati, la vita appare loro troppo banale, le energie disponibili molto inferiori alle richieste.
Di fronte alle immagini proposte, per esempio, dalla moda, quanti si sentono di poter vantare uno stile sempre fresco, impeccabile e adeguato a ogni circostanza? Ben pochi, crediamo. Diciamo, piuttosto, che la pioggia ci sorprende proprio quando indossiamo le scarpe meno opportune, veniamo invitati a una festa e ci presentiamo troppo sportivi o troppo eleganti, passiamo mezz’ora davanti all’armadio aperto per decidere cosa indossare a un colloquio di lavoro o a una serata galante, e se gli amici ci fanno una visita a sorpresa a casa, di sicuro non ci troveranno nella nostra tenuta più glamour.
Queste condizioni possono far sentire fuori luogo, ma in realtà sono deliziose, perché autentiche e genuine. Sono situazioni che capitano alle persone che vivono, a differenza degli standard proposti, che sono statici, costruiti e artefatti.
E lo stesso vale per i modelli estetici: magri e bellissimi, con la pelle liscia e i capelli lucenti. Ma quando stiamo con una persona, ciò che ci tocca dentro e ci fa stare bene sono ben altre qualità. Dopo un incontro, ricordiamo i sorrisi, gli sguardi, le parole, la simpatia, l’intelligenza, la gentilezza, e siamo spinti ad approfondire un’amicizia per ciò che ci dà e per ciò che abbiamo piacere di donare.
Anche per quanto riguarda la famiglia ideale, non c’è modello che valga neanche lontanamente la vita reale. Nessuno spot può eguagliare il conforto umano fornito in un momento difficile, la forza che unisce una famiglia quando deve affrontare un problema, le spontanee risate che nascono da semplici gesti quotidiani, la tenerezza che si prova nell’osservare qualcuno che si ama, la complicità che scaturisce dalla conoscenza.
Lo stesso dicasi per la maggioranza dei film che ci mostrano protagonisti ambiziosi, tenaci, coraggiosi e magari anche spiritosi. Personaggi che escono sempre vittoriosi dalle loro vicissitudini, anche quando, in un primo tempo, appaiono deboli o paurosi.
Di fronte a questi campioni, come sembriamo timidi, fragili e perdenti. Eppure siamo stupendi ed eccezionali proprio per le nostre paure da sconfiggere, per i nostri drammi da superare, le nostre certezze da far nascere cercandole dentro di noi e, perché no, anche per le nostre sconfitte.
Quando vediamo un bambino affrontare le sue prime sfide, non possiamo rimanere impassibili, sentiamo vibrare qualcosa dentro, soffriamo quando fa fatica, gioiamo quando raggiunge un traguardo. E dovrebbe essere sempre così, nel corso della vita, perché anche se cambia l’altezza e muta la fisionomia, quando incontriamo nuove montagne, alte o basse che siano, siamo ancora come bambini davanti a vette da scalare. Perché perdere la capacità di emozionarsi, quando a compiere piccole o grandi imprese è un adulto? I dubbi e le paure non svaniscono con l’età e un eroe non è tale soltanto se compie imprese al cardiopalmo.
Tra la propensione a emulare modelli non propri e la rincorsa verso uno stile di vita iperattivo è difficile trovare affascinanti la calma, l’introspezione e la ricerca di un proprio centro, anche se poi, guarda caso, l’ammirazione più grande si rivolge sovente a chi sembra attraversare le tempeste senza bagnarsi. E quali sono le persone che, nonostante i temporali, conservano la pace e mantengono la rotta? Sono quelle che hanno individuato un proprio centro e conquistato un equilibrio interiore. Fattori, questi, che non si trovano all’esterno e non vengono serviti su un vassoio, ma devono essere cercati e trovati dentro di noi.
Quando una persona cerca, spesso inconsapevolmente, di raggiungere un ideale stereotipato creato da altri, si allontana da se stessa e rischia di perdere di vista i suoi reali desideri e obiettivi. Si ritrova, così, a vivere una vita nella quale non si riconosce e finisce per non sapere più cosa vuole, perché ha perduto l’appartenenza al sé. Questo espone al rischio di diventare sempre più vittima involontaria di ulteriori condizionamenti, che allontanano sempre di più dalla propria reale identità.
È soltanto attraverso un viaggio all’interno di noi stessi, che possiamo scoprire un personale e affascinante universo, trovare la nostra missione di vita e condurre una vera esistenza di successo. Perché, a quel punto, il successo è una vittoria assolutamente personale, è la realizzazione del proprio compito divino e non la copia di un qualunque stereotipo di massa.”

Tratto dal libro: LA QUINTA VIA di Samantha Fumagalli e Flavio Gandini

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Ricordi dell’aggiornamento Angeli e Demoni 2018

ANGELI E DEMONI – Aggiornamento Dermoriflessologi
Boffalora d’Adda, 5 e 6 maggio 2018
Un fine settimana stupendo, tra Angeli e Demoni, scherzi e storie serie, risate fino alle lacrime (perché si impara meglio ridendo), tanti abbracci e…
MAGIA e AMORE in ABBONDANZA.
Ovviamente abbiamo anche studiato, imparato e sperimentato!
GRAZIE A TUTTI DI VERO CUORE,
Flavio e Samantha

La quinta via

La pietra filosofale è un ottimo spunto per presentare questo libro, che pone le basi per un vero laboratorio alchemico interiore.
Alla pietra filosofale sono attribuite tre proprietà: donare la conoscenza, fornire l’elisir di lunga vita e trasmutare il piombo in oro. Poteri straordinari che simboleggiano la ricongiunzione dell’anima con la dimensione spirituale, onnipresente e onnipotente. Da qui la conoscenza, che scaturisce dalla comprensione di se stessi e del mondo circostante, l’elisir di lunga vita, risultato di nuovi modi di pensare e di agire, e la trasmutazione del metallo vile in oro, ovvero l’individuazione del sé superiore.
L’alchimia si fonda sulla relazione tra spirito e materia e per l’alchimista la metamorfosi interiore si riflette in un miglior benessere psicofisico, una vita più creativa e una maggior prosperità.
La quinta via è un percorso alchemico di trasmutazione psichica, che integra spirito e materia.
L’insegnamento si rifà all’antico sapere ermetico, la parte pratica è composta da azioni quotidiane, meditazioni e Dermoalchimia.

Disponibile anche in ebook.
Link per l’acquisto:

L’illusione della percezione

Nella visione sciamanica, gli esseri viventi sono campi di energia tenuti insieme da una forza che presiede all’unità dell’essere, alla sua forma e alla sua percezione. Gli esseri subiscono la pressione delle emanazioni che costituiscono il mondo cui appartengono e si allineano a queste emanazioni. L’allineamento è visibile nel campo energetico come una parte di filamenti più luminosi, chiamata “punto d’unione”. Il punto d’unione permette la percezione e l’interpretazione del proprio mondo e la consapevolezza e la descrizione di se stessi.
La posizione del punto d’unione non è naturale, ma indotta, e si stabilizza tramite un processo formativo/educativo socialmente condiviso, che ha lo scopo pratico di unificare la percezione da parte delle persone che vivono nello stesso mondo.
L’attività percettiva si fonda su un particolareggiato sistema di codifica, che in parte ci viene trasmesso a livello genetico e in parte ci viene insegnato dopo la nascita. Un sistema che raggruppa le informazioni secondo un ordine di catalogazione sistematico, permette di riconoscere noi stessi e ciò che ci circonda sotto l’aspetto di forme e concetti ben definiti, e influenza il nostro sistema psico-emotivo. Questo principio di identificazione non è molto dissimile da quello presente nei dizionari: a ogni termine è abbinato un significato convenzionalmente riconosciuto.
Il gioco delle illusioni percettive consiste nell’interrompere la descrizione ordinaria del mondo per introdurne una più ampia e possibilista, si prende coscienza di essere molto di più di ciò che si crede e poi si estende questa conoscenza a tutto quello che ci circonda.

Samantha Fumagalli e Flavio Gandini

DERMOALCHIMIA