ACCADEMIA DI DERMORIFLESSOLOGIA 2018-19

Dialogare con l’ANIMA attraverso la PELLE.
👉 Docente: Flavio Gandini
👉 Dove: Boffalora d’Adda (LO)
👉 Quando: a partire dal 15 settembre 2018
La Dermoriflessologia è una disciplina olistica dedicata al benessere psicofisico e all’evoluzione spirituale, che unisce antiche conoscenze esoteriche con le scoperte
dello scienziato italiano Giuseppe Calligaris.
👉 Il programma didattico prevede: 8 week-end più gli esami (vedi locandina).
👉 Info e iscrizioni Ass. Vega: 335 7065167 – info@vega2000.it – formazione@dermoriflessologia.it
👉 Prenotazioni entro il 13 agosto 2018.

Dermoriflessologia e resilienza

Da alcuni anni, c’è un vocabolo che è saltato agli onori della cronaca, passando da un significato prettamente scientifico a uno di uso comune, questa parola è resilienza.
Il termine deriva dal latino e significa “saltare indietro, ritornare in fretta, rimbalzare”.
In fisica, resilienza è la capacità di un materiale di assorbire energia quando viene sottoposto a forze dinamiche applicate in tempi brevi. Non è quindi sinonimo di resistenza, in quanto il materiale resiliente non si oppone né contrasta l’urto tanto da spezzarsi, bensì lo ammortizza e lo assorbe in virtù della propria struttura e delle proprietà elastiche. Materiali con una buona resilienza sono, per esempio, gli acciai, mentre risultano più fragili le ghise. La resilienza si determina con apposite prove d’urto per verificare la resistenza alla rottura a seguito di sollecitazioni dinamiche.
Dal significato stretto si è assistito a un proliferare di estensioni: in ecologia, resiliente è un sistema ecologico capace di tornare velocemente al suo stato iniziale, dopo essere stato sottoposto a perturbazione; in ambito tessile, resiliente è un tessuto in grado di riprendere la forma originale, senza strapparsi, dopo una deformazione; in campo economico, resiliente è un’organizzazione che sa riprendersi dalle difficoltà, uscendo positivamente anche dalle situazioni negative; per le scienze sociali, resilienza è la capacità di un individuo o di un gruppo di superare le avversità della vita utilizzando le proprie risorse mediante la proiezione nel futuro; in psicologia, resiliente indica la capacità di recuperare l’equilibrio psicologico a seguito di un trauma.
In quanto raffigurazione di una sorta di “elasticità psichica” e della capacità di sostenere gli urti della vita senza spezzarsi, di affrontare e superare le avversità, la parola resilienza sembra incarnare il simbolo dell’epoca attuale, in cui il termine crisi domina la scena umana, sociale, economica, politica ed ecologica mondiale.
E veniamo ora alla parte che ci interessa di più, quella riguardante l’anima umana, la psyché.

Resilienza

Qui la resilienza indica la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici; è il riorganizzare positivamente la propria vita davanti alle difficoltà; è il sopravvivere, senza soccombere, con spirito di adattamento ed elasticità mentale; è il sapersi ricostruire, restando sensibili alle opportunità che l’esistenza offre.
Una persona dimostra di essere resiliente se, nel bel mezzo di circostanze avverse, riesce a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria esistenza, restando fedele alla propria identità, e persino a raggiungere mete importanti.
La parola chiave è elasticità. Esattamente come lo era in fisica per i materiali resilienti.
Questa attitudine rinforza l’essere umano, ma gli permette anche di trasformarsi ed evolvere nel rispetto della propria essenza. Bisogna, infatti, sottolineare che il materiale resiliente assorbe il colpo, reagisce, ma non tradisce mai la propria struttura originaria.
Questa facoltà è insita nella natura umana, ma non sempre si manifesta ed è quindi una qualità da coltivare.
Fino ai sei-sette anni, i bambini hanno una notevole capacità di resistere ai traumi e di trovare autonomamente le risorse per reagire e strutturare una propria personalità, ma la resilienza si altera nel tempo in rapporto all’esperienza e al modificarsi dei processi mentali che a essa sottendono.
Troviamo, pertanto, capacità resilienti di tipo istintivo (tipiche dei primi anni di vita, quando i processi mentali sono dominati dall’egocentrismo), di tipo affettivo (tipiche della maturazione affettiva e razionale, quando si strutturano i valori, la socializzazione e il senso del sé) e di tipo cognitivo (quando l’individuo può utilizzare le facoltà intellettive simbolico-razionali).
Una resilienza adeguata è il risultato dell’integrazione di questi tre elementi: istintivo, affettivo e cognitivo. E non è soltanto la voglia di sopravvivere a tutti i costi, ma è anche e soprattutto la capacità e la volontà di usare l’esperienza maturata per costruire un futuro migliore.

La Dermoriflessologia ci offre conoscenze meravigliose e strumenti efficaci per affinare la nostre capacità di resilienza.

SE VUOI SAPERNE DI PIU’ o sei interessato a frequentare l’ACCADEMIA DI DERMORIFLESSOLOGIA per imparare a mettere in pratica questa meravigliosa conoscenza guarda il programma e contattaci al 335 7065167 oppure scrivi un’email a info@vega2000.it.

Il libro della vita

Estratto dal libro La quinta via di Samantha Fumagalli e Flavio Gandini (nuova edizione 2018)

Capitolo 4
Il libro della vita

Qual è il limite della libertà di pensiero e di azione che ogni essere umano meriterebbe di poter esercitare? La domanda è complicata e non è possibile arrivare a una risposta senza prima aver esaminato i meccanismi che ci condizionano durante l’esistenza, fin dalla nascita, se non addirittura da prima.
Scriveva Jean Jacques Rousseau (1712 – 1778): «Tutto ciò che il bambino vede, tutto ciò che sente lo colpisce e gli rimane in mente; tiene in se stesso una specie di registro delle azioni, dei discorsi degli uomini; e tutto ciò che lo circonda è il libro grazie al quale, senza pensarci, arricchisce continuamente la propria memoria in attesa che il suo giudizio possa approfittarne».
Questo libro esiste veramente e non si arricchisce di nuovi contenuti soltanto durante l’infanzia, ma continua a crescere ininterrottamente fino all’ultimo giorno di esistenza terrena.
Le sue pagine si colmano di informazioni che provengono dall’esterno e dall’interno, da cose viste, udite, sperimentate, percepite, provate. I messaggi si sommano e ognuno di essi può preparare il terreno per nuove parole che troveranno posto nei paragrafi successivi, un po’ come quando, in un romanzo, viene descritto un fatto che farà da preambolo a uno successivo. Questa concatenazione di eventi è una costante che si verifica sia negli episodi felici sia in quelli tristi. Pertanto, quando su una delle sue pagine si trova impresso un messaggio deleterio le conseguenze si possono estendere e ripercuotere anche in altri capitoli.
Su questo dono, che è il libro della vita, possiamo imparare a lasciare consapevolmente dei segni, ma prima bisogna essere capaci di leggerlo e di fare tesoro di quanto vi troviamo impresso.
Come è possibile aprire questo libro e rileggerlo in una chiave comprensibile? E come si fa a modificarne qualche elemento o a scriverne di nuovi?
Nei casi di eventi emotivamente dolorosi, si potrebbe essere tentati di operare una totale rimozione, ma quest’azione non è altro che l’equivalente dello strappare una pagina del libro, senza peraltro modificarne le ripercussioni. Strappata la pagina, ce ne sono ancora molte che la seguono e che la precedono sulle quali sono impressi il segno o l’antefatto di quell’episodio.
La via della liberazione passa piuttosto attraverso la rilettura e l’interpretazione del libro; un’interpretazione che tenga conto del tempo e del luogo in cui un fatto è accaduto e il messaggio è stato scritto. Questo tipo di contestualizzazione serve per una doppia valutazione: innanzitutto per capire se, con le conoscenze e le capacità di cui disponevamo in quel determinato momento, abbiamo agito al meglio o avremmo potuto fare di più, e secondariamente per immaginare una possibile correzione come naturale sviluppo dell’esperienza acquisita. Grazie a questa procedura, la trasformazione e l’arricchimento dei contenuti del diario è fattibile.
L’accesso alle pagine del libro può avvenire tramite la parte razionale, ma è un approccio che comporta tutte le difficoltà derivanti dal dover superare i filtri della mente e quindi implica tempi lunghi di esecuzione e risultati incerti. Il metodo che proponiamo noi, al contrario, consiste nell’ascolto diretto degli avvenimenti narrati dall’inconscio e arricchiti da tutto il corollario emozionale. Si interviene sulle memorie cristallizzate a livello fisico ed eterico in modo da consentire l’elaborazione delle informazioni in maniera globale e non soltanto mentale. In ultima analisi si tratta di fare un lavoro cosciente, impegnativo e volontario, utilizzando come canale d’accesso l’intero essere umano e non unicamente la sfera razionale.
L’obiettivo è affrancarsi dai condizionamenti automatici e proseguire il cammino da persone libere. Un obiettivo che dovrebbe essere un diritto di tutti, ma non sempre è facile da raggiungere. Richiede l’acquisizione di alcuni elementi che ne precedono la conquista: consapevolezza e conoscenza, due doti che vanno assimilate poco alla volta.

Se ti interessa continuare la lettura, LA QUINTA VIA è disponibile in tutte le librerie, online e anche in ebook:

Dermoriflessologia: il processo di somatizzazione

Il sistema lineare dermoriflessologico ha reso evidente e dimostrabile ciò che da sempre è stato intuito e cioè che le sofferenze dell’anima si ripercuotono sul fisico e le malattie influenzano gli stati d’animo.
Gli squilibri possono derivare:
1) da un solo e importante evento traumatico;
2) dal perpetrarsi di più stimoli di moderata entità fastidiosi o dolorosi;
3) dal perdurare di situazioni stressanti, pesanti o che richiedono un superlavoro o un’attenzione superiore alla media;
4) da strutture comportamentali apprese fin dall’infanzia, da dinamiche familiari e sociali, da condizionamenti, credenze e abitudini che tendono a rallentare il processo di individuazione della propria personalità e del proprio sé.
Questa considerazione ha carattere generale, ma si sa che ognuno di noi è unico e irripetibile, e tale unicità è data dal ricco insieme formato da: personalità, sensibilità, ereditarietà, predisposizioni e talenti, educazione, esperienze, missione e vocazione. Sollecitato dagli eventi della vita, ognuno di noi percepisce in maniera particolare e coerentemente risponde. Per questo motivo, lo stesso episodio può essere devastante per una persona, irrilevante per un’altra e addirittura utile per un’altra ancora.
Quando un equilibrio psicoemotivo subisce degli scossoni, le conseguenti vibrazioni si ripercuotono sull’organo corrispondente, creando anche un disagio fisico.
Le 5 bilance della Dermoriflessologia ci guidano durante la fase di scoperta degli aspetti psichici e fisici che sono in disarmonia e anche anche nella fase di riequilibrio, permettendo di individuare le energie sulle quali far leva per promuovere un nuovo stato di benessere

Schematizzando
– Quando un fattore stressogeno non viene risolto in tempi ragionevoli, il disagio si ripercuote sull’organo collegato, richiamando l’attenzione in modo più prepotente.
– Il processo di somatizzazione consiste nel meccanismo che porta il sentimento in sofferenza a provocare una stimolazione a carico dell’organo corrispondente, che a sua volta rinvia al sentimento un ulteriore segnale restimolante.
– L’esame della sensibilità delle Linee dermoriflessologiche permette di raccogliere i dati necessari a compilare un quadro della situazione psicofisica.
– Il trattamento delle Linee complementari a quelle ipersensibili consente di ottenere un effetto equilibratore psicofisico.

Se sei interessato a saperne di più, puoi frequentare l’Accademia di Dermoriflessologia e imparare a mettere in pratica questa meravigliosa conoscenza.

Informazioni: Associazione Vega: 335 7065167 (pomeriggio)
vega@vega2000.it – info@vega2000.it

Assaggio di lettura: LA QUINTA VIA

Oltre l’illusione

Ogni giorno, ci vengono proposti modelli da emulare, siamo letteralmente bombardati da immagini di donne e uomini bellissimi, sorridenti, pieni di vitalità, con famiglie perfette, carriere vertiginose, vite mondane turbinanti, attività sportive sfrenate.
Veniamo invitati a prendere questi esempi come le uniche espressioni di una vita di successo, con il risultato che spesso, nel confronto con questi prototipi, spesso poco realistici, molti si sentono frustrati, la vita appare loro troppo banale, le energie disponibili molto inferiori alle richieste.
Di fronte alle immagini proposte, per esempio, dalla moda, quanti si sentono di poter vantare uno stile sempre fresco, impeccabile e adeguato a ogni circostanza? Ben pochi, crediamo. Diciamo, piuttosto, che la pioggia ci sorprende proprio quando indossiamo le scarpe meno opportune, veniamo invitati a una festa e ci presentiamo troppo sportivi o troppo eleganti, passiamo mezz’ora davanti all’armadio aperto per decidere cosa indossare a un colloquio di lavoro o a una serata galante, e se gli amici ci fanno una visita a sorpresa a casa, di sicuro non ci troveranno nella nostra tenuta più glamour.
Queste condizioni possono far sentire fuori luogo, ma in realtà sono deliziose, perché autentiche e genuine. Sono situazioni che capitano alle persone che vivono, a differenza degli standard proposti, che sono statici, costruiti e artefatti.
E lo stesso vale per i modelli estetici: magri e bellissimi, con la pelle liscia e i capelli lucenti. Ma quando stiamo con una persona, ciò che ci tocca dentro e ci fa stare bene sono ben altre qualità. Dopo un incontro, ricordiamo i sorrisi, gli sguardi, le parole, la simpatia, l’intelligenza, la gentilezza, e siamo spinti ad approfondire un’amicizia per ciò che ci dà e per ciò che abbiamo piacere di donare.
Anche per quanto riguarda la famiglia ideale, non c’è modello che valga neanche lontanamente la vita reale. Nessuno spot può eguagliare il conforto umano fornito in un momento difficile, la forza che unisce una famiglia quando deve affrontare un problema, le spontanee risate che nascono da semplici gesti quotidiani, la tenerezza che si prova nell’osservare qualcuno che si ama, la complicità che scaturisce dalla conoscenza.
Lo stesso dicasi per la maggioranza dei film che ci mostrano protagonisti ambiziosi, tenaci, coraggiosi e magari anche spiritosi. Personaggi che escono sempre vittoriosi dalle loro vicissitudini, anche quando, in un primo tempo, appaiono deboli o paurosi.
Di fronte a questi campioni, come sembriamo timidi, fragili e perdenti. Eppure siamo stupendi ed eccezionali proprio per le nostre paure da sconfiggere, per i nostri drammi da superare, le nostre certezze da far nascere cercandole dentro di noi e, perché no, anche per le nostre sconfitte.
Quando vediamo un bambino affrontare le sue prime sfide, non possiamo rimanere impassibili, sentiamo vibrare qualcosa dentro, soffriamo quando fa fatica, gioiamo quando raggiunge un traguardo. E dovrebbe essere sempre così, nel corso della vita, perché anche se cambia l’altezza e muta la fisionomia, quando incontriamo nuove montagne, alte o basse che siano, siamo ancora come bambini davanti a vette da scalare. Perché perdere la capacità di emozionarsi, quando a compiere piccole o grandi imprese è un adulto? I dubbi e le paure non svaniscono con l’età e un eroe non è tale soltanto se compie imprese al cardiopalmo.
Tra la propensione a emulare modelli non propri e la rincorsa verso uno stile di vita iperattivo è difficile trovare affascinanti la calma, l’introspezione e la ricerca di un proprio centro, anche se poi, guarda caso, l’ammirazione più grande si rivolge sovente a chi sembra attraversare le tempeste senza bagnarsi. E quali sono le persone che, nonostante i temporali, conservano la pace e mantengono la rotta? Sono quelle che hanno individuato un proprio centro e conquistato un equilibrio interiore. Fattori, questi, che non si trovano all’esterno e non vengono serviti su un vassoio, ma devono essere cercati e trovati dentro di noi.
Quando una persona cerca, spesso inconsapevolmente, di raggiungere un ideale stereotipato creato da altri, si allontana da se stessa e rischia di perdere di vista i suoi reali desideri e obiettivi. Si ritrova, così, a vivere una vita nella quale non si riconosce e finisce per non sapere più cosa vuole, perché ha perduto l’appartenenza al sé. Questo espone al rischio di diventare sempre più vittima involontaria di ulteriori condizionamenti, che allontanano sempre di più dalla propria reale identità.
È soltanto attraverso un viaggio all’interno di noi stessi, che possiamo scoprire un personale e affascinante universo, trovare la nostra missione di vita e condurre una vera esistenza di successo. Perché, a quel punto, il successo è una vittoria assolutamente personale, è la realizzazione del proprio compito divino e non la copia di un qualunque stereotipo di massa.”

Tratto dal libro: LA QUINTA VIA di Samantha Fumagalli e Flavio Gandini

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Tendenze e talenti

DERMO TEST ENERGETICO ATTITUDINALE
«Ogni essere umano ha le sue proprie tendenze: queste tendenze appartengono al suo spirito e indicano il suo stato, in cui esisteva prima di nascere… Distrutto questo corpo, se ne crea un altro con proprietà simili o superiori.»
Paracelso

Festival Wellness Pieve di Cadore

Programma Festival Wellness – Pieve di Cadore, 18 19 20 maggio 2018

Durante la manifestazione sarà possibile sperimentare sessioni di Dermoriflessologia per il Riequilibrio Energetico con le bravissime Dermoriflessologhe Marzia Alberghini e Caterina Giovanardi.

Cogli l’occasione al volo!

Ricordi dal Convegno di Parapsicologia 2018

Una meravigliosa sede a Montesilvano (Pescara), di fronte al mare.

Momenti indimenticabili. Conferenze interessantissime.

Espositori gentili e disponibili.

E il grandissimo piacere di trovare un’antica collaborazione: Maria Pia Fiorentino, che tanto ha donato agli studi di Giuseppe Calligaris, e che oggi solca il mare della conoscenza con la bellissima rivista L’Eterno Ulisse (sulla quale si possono trovare anche articoli di Dermoriflessologia e sulle scoperte di Calligaris).

Grazie a Nicola Cutolo e a tutto lo staff per la stupenda avventura!